Salar: il lusso accessibile

Aide toi, le ciel t’aiderà. La frase dello scrittore Jean de la Fontaine suona più o meno come “aiutati che il ciel ti aiuta”.
In tempi di crisi come il nostro sembra sia stato, e continui ad essere, proprio questo il mantra che tanti giovani designers, artisti e creativi nell’accezione più generale del termine, hanno fatto proprio. La difficoltà nel trovare un lavoro, stabile o precario, soddisfacente o non, ha spinto i più a rimboccarsi le maniche e a fare da sé, con il conseguente sbocciare di nuovi marchi e piccoli brand indipendenti, probabilmente l’unico effetto positivo di tutta questa situazione.
Salar, nuovo marchio nel mondo delle borse e degli accessori, è un ottimo esempio di come un progetto nato per passione da una parte, e per necessità dall’altra, possa diventare qualcosa di più concreto e con un lungo cammino davanti. A gestire le fila creative, commerciali e amministrative, un team di 3 giovani elementi, portato avanti dal designer messicano Salar Bicheranloo.

Il tutto ha inizio un paio d’anni fa con la realizzazione di pezzi unici, interamente realizzati a mano dallo stesso Salar, e con la loro vendita in mercatini e spazi indipendenti. Il successo riscosso grazie al forte contenuto moda, alla cura dei dettagli e all’altissima qualità del prodotto, ha convinto poi Salar ad investire in una collezione programmata e in una produzione.
Il resto è assolutamente presente e- brillante- futuro: la collezione S/S 2011 BOHEMIAN SUNSHINE, presentata fino a fine mese nello Spazio Genova a Milano, è ispirata al passaggio da una stagione all’altra e racconta una storia romantica ma dark, chic ma dall’anima rock, proprio come lo stile del marchio, dedicato ad una donna dalla femminilità “heavy”.

I volumi sono decisamente innovativi e soprattutto molto diversi, tanto che potremmo distinguervi due famiglie:grandi e morbidi da una parte (fra queste il best seller in pelle intrecciata e borchie); medio-piccoli, rigidi e dal sapore vintage dall’altra. La cartella colori lascia spazio a nuance spente ma cariche di sentimento e valore, per virare verso le tonalità pastello di una capsule collection che propone due dimensioni: piccola e oversize.
In entrambe la lavorazione artigianale made in Italy è enfatizzata dagli intrecci nei manici o dall’incredibile plissettatura della pelle (parliamo del “continuativo” SHELLY), così come dalla preziosa metalleria dorata. Pellami italiani di agnellino e vitello, conciati tradizionalmente al vegetale, lavati, tinti e rifiniti a mano, utilizzati anche come pregiate fodere: anche i dettagli sottolineano l’indole forte ed elegante della collezione.

Viene, ovviamente, da chiedersi se questi gioiellini non abbiano anche dei prezzi da gioielleria, ed è qui che sta il plus-valore di Salar: posizionarsi come marchio di lusso accessibile, con prezzi competitivi, lo rende un piatto ghiotto per tutte le patite di accessori stufe delle solite, scontatissime, “logature” da status simbol. Non ci resta dunque che aspettare di vedere le borse in negozio e comprarle, e nel frattempo aggiornarci sul loro sito: www.salar.it