Un tè con gli Anomic Suicide

Gli Anomic Suicide (Fab, Andy, Marky e Simon) sono un gruppo punk rock di Venezia e, ascoltando la loro musica non abbiamo resistito, quindi abbiamo intervistato la voce della band, Andy.

Partiamo con le classiche presentazioni e, raccontaci un pò come e quando nascono gli Anomic Suicide?
Il progetto Anomic Suicide nasce dopo l’ estate 2008, durante un festival musicale in un parco di Mestre, non avevamo mai provato assieme, se non una volta e, a seguire, Marky mi contattò come voce per il gruppo quindi, presi il primo treno e scesi da Milano.
Inizialmente suonavamo delle canzoni senza testo, è stata più che altro provocazione e divertimento.

Perchè Anomic Suicide? Come avete scelto questo nome?
La scelta di questo nome nasce per disperazione verso le nuove generazioni, ma non ha significato negativo anzi: vogliamo dare una possibilità di rinascita, crediamo che i giovani abbiano perso valori stabili e vivano appieno il “no future” in maniera errata attraverso droga, perdita di interessi e valori che poi porta a morte o piu semplicemente a piattezza e apatia.

Etichettate la vostra musica come punk. La domanda viene spontanea, che ne pensate della scena punk in Italia?
La scena punk in Italia per quanto mi riguarda non c’è, possiamo piuttosto dire che esistono tante piccole realtà autonome che cercano di emergere, ma fare punk adesso è davvero difficile.
Crediamo che per migliorare la situazione al momento bisognerebbe ricreare una grande collaborazione tra i vari gruppi punk italiani e vedere un pò cosa siamo in grado di fare, sicuramente ne verrebbe qualcosa di buono.

Cambiereste il vostro sound per avere piu successo?
Cambiare per successo mai, non avrebbe senso.
E’ da circa dieci anni che suono punk e continuerò a farlo; in quello che suoni ti devi riconoscere, non si puo suonare un genere solo perchè in quel momento va di moda solo o solo perchè piace maggiormente alla gente.
Aspetteremo che il punk diventi una moda, prima o poi arriverà anche questo momento, e sarà allora che mi darò al reggae.

Artisti italiani che però cantano in inglese, come mai questa scelta?
L’inglese è una scelta dettata dalle nostre influenze musicali maggiormente americane e inglesi, non abbiamo riferimenti italiani, abbiamo sempre ascoltato Ramones noi, non Vasco.

La vostra musica, a chi vi ispirate?
I gruppi fondamentali ai quali ci ispiriamo sono Ramones, Social Distortion, Misfits, Rancid, e ti ho citato solo i piu famosi.

Raccontateci il vostro live migliore.
Live migliore? Diciamo che quando suoniamo fuori casa è meraviglioso, abbiamo riscontrato maggiore calore nelle altre regioni, una sensazione unica, il pubblico era in visibilio, almeno a noi è capitato così. Insomma ci siamo sentiti piu a casa fuori, che a Venezia.

Se poteste riportare in vita qualche personaggio della scena musicale chi scegliereste?
Se potessi riportare in vita dei grandi sicuramente Joey, Dee Dee e Johnny Ramone per forza, sarebbe meraviglioso..e naturalmente anche Elvis.

Progetti, sogni, ambizioni, obiettivi da raggiungere per il futuro?
Uscire a breve con il nostro primo album, sarà un disco di 13 pezzi che vogliamo portare ovunque, farlo sentire a tutti e quindi suonare il piu possibile sia in Italia che all’estero.

Molti ancora non vi conoscono, un buon motivo per ascoltarvi?
Noi facciamo punk rock, schietto e vero quindi se vi piace fidatevi che non potete sbagliare e mi raccomando venite ad un nostro live, sicuramente da novembre.

Ringraziando gli Anomic Suicide vi rimandiamo al loro myspace, per poter ascoltare la loro musica www.myspace.com/anomicsuicide77