Mike Giant, il gigante di San Francisco

Questa è la storia di un Gigante.
Ogni segno che lascia dietro il suo passaggio è deciso, indelebile, denso. Il Gigante ha però delle mani molto precise, per nulla coerenti con la stazza del suo stile, con la coerenza del suo passato e del suo presente.

Il suo habitat preferito è San Francisco, tra bikers, tatuaggi, skate e quel sapore di vecchia scuola sempre più raro oramai. Poco importa se i suoi strumenti incontrano una tela, un foglio di carta, un braccio, un tessuto o il telaio di una fixed; come uno specialista, si pone a testa bassa e lavora. Essenziale e chirurgico.

Il suo stile è contaminato da simbologia sacra, arte messicana e orientale, non sdegnando affatto la cultura del writing.
L’evoluzione del tratto, la cura maniacale di ogni particolare rende ogni suo intervento qualcosa di unico. Talmente perfetto da sembrare persino finto, mediato dalla tecnologia. E così una sua tavola a china pare essere uscita da un passaggio in serigrafia. Roba che se non la vedi dal vivo il tuo cervello potrebbe suggerirti il messaggio: troppo bella per essere vera.

Icone, donne ricoperte di simboli in bilico tra il sacro ed il profano. Figure in sella a bici che sfrecciano sulla Cisco Bay.

Vederlo all’opera significa osservare in religioso silenzio la parola precisione. Il Gigante non commette errori; la sua mano è ferma e precisa. Per lui è sempre buona la prima, che si tratti di pelle o carta.

Consapevole di essere un gigante che trasferisce ad ogni passaggio l’esperienza di una vita.
Il Gigante ha anche un nome: si chiama Mike. Mike Giant.
Il sito www.mikegiant.com