Minimal, austero: Max.Tan

I “non-colori”, ossia bianco e nero, sono spesso scelti dai fashion designers per esprimere una forte concettualità insita nelle loro creazioni; sia per una questione di essenzialità e di facilità nell’abbinamento, sia per rendere al meglio le silhouettes che creano, soprattutto se utilizzano una costruzione sartoriale abbastanza complessa.
Il contrasto naturale tra “luce” e “ombra” aiuta a riconoscere le forme creando delle dissonanze armoniose che, nel loro contesto, sono elementi fondamentali per una collezione di un certo spessore intellettuale e tecnico; come nel caso della collezione AI 2010 del designer Max.Tan intitolata “AGAINST”.

Già dal lookbook si nota un forte elemento androgino che caratterizza nel complesso tutta la produzione creativa di questo stilista. Anche nella collezione prodotta per l’estate scorsa, chiamata “PRESSED”, tutto l’immaginario trasmesso ruotava attorno a due elementi cardine: l’androginia e la sartorialità.
Quello che cattura principalmente di questo creativo è appunto un evidente e sapiente utilizzo dei rudimenti tradizionali della sartoria – quella seria, quella costruita ma sempre modernissima e di grande spessore intellettuale per non parlare del fascino che dona a ogni capo.
Per la collezione invernale Max.Tan si rifà ad un mood austero, dove gli abiti sono taglienti come lame e dove la severità delle linee si trasforma in un rigido fascino in cui la fanno da padroni proprio, come si diceva prima, il bianco e il nero. Tutto ciò è però interrotto spesso da elementi “morbidi” di drappeggio leggero che s’insinuano tra le geometrie regolari del complesso, oppure elementi “tondeggianti” che ruotano attorno al corpo collegando i lati opposti di esso regalando all’insieme un equilibrio totale davvero strabiliante.

Come si può ben immaginare il target a cui si rivolge è particolarmente estremo sia in fatto di gusti che d’interessi, data la complessità della collezione in se. C’è in ogni caso da dire che molti elementi presi da soli sono portabilissimi da chiunque e anche molto femminili, sebbene l’austerità.
Lo stesso discorso fatto finora vale anche per la collezione estiva ss 2010 dove però l’impalpabilità dei tessuti utilizzati affiancava linee leggermente più morbide, sebbene fosse molto più marcato il lato “maschile”.

La prima collezione di Max.Tan, designer di Singapore laureatosi presso la Nanyang Academy of Fine Arts (NAFA), risale al non lontano AI 2007-2008. Questa collezione chiamata “Borrowing from My Boyfriend’s Wardrobe” gli valse il secondo posto all’interno Singapore Fashion Designers Contest 2007. Già dal debutto erano chiari i suoi caratteri distintivi: gioco continuo tra femminilità e mascolinità, sartorialità e complessità dei capi.

I suoi capi, purtroppo per noi europei, sono commercializzati sono a Singapore e non è presente un’online shop all’interno del suo sito. Speriamo di vedere presto le sue creazioni anche nel vecchio mondo, sarebbe davvero un peccato lasciarlo nel suo paese natale.

Il sito dello stilista www.maxtan.com.sg