Carta couture: Jum Nakao

Tempo fa vi avevamo parlato dell’impiego della carta all’interno della creazione e della progettazione di moda; sia dal punto di vista degli accessori che dell’abbigliamento vero e proprio. Vi avevamo citato grandi nomi, come Martin Margiela, Sandra Baklund, e anche una mostra organizzata a Zurigo chiamata Pap(i)er Fashion.

Ora torniamo sull’argomento presentandovi il lavoro di un designer brasiliano di origini giapponesi che ha creato un’intera collezione di abiti di carta. Si chiama Jum Nakao, fashion designer and creative director, diplomato alla fine degli anni ottanta presso la Faculdade Armando Alvares Penteado di São Paulo. La sua lunga bio annovera varie occupazioni e collaborazioni tra cui quella nel 2004 con Nike, per non parlare delle sue innumerevoli collezioni poste sempre al limite tra arte, moda e sperimentazione.

Approfondendo appunto il lato sperimentale della creatività di Jum, è interessante una collezione da lui realizzata utilizzando esclusivamente un materiale povero come la carta per la creazione di abiti dalle fattezze prettamente couture (quindi abbastanza difficili già da realizzare con la stoffa, figuriamoci con la carta).

La collezione, chiamata A costura do invisivel, è stata lanciata durante la São Paulo Fashion Week nel 2004. Nonostante il 2004 sia ormai un passato recente, l’attualità di queste creazioni è palpabile non solo dal punto di vista della sperimentazione strutturale, ma anche per la sfilata-performance con cui vennero presentati al pubblico.

Le immagini del lookbook riprendono un immaginario retrò a metà strada tra linee geometriche costruttuviste e le immagini di inizio secolo.
Tutto il processo è stato documentato passo passo traverso foto e video che vennero poi tramutati in una pubblicazione intitolata come la collezione.

Ancora una volta la carta è stata utilizzata come materia prima nello scopo di dare vita ad un progetto artistico in cui la couture occupa un posto predominante. In questo caso il materiale è stato lavorato, piegato, tagliato e rifilato in modo preciso: trattato come una stoffa. Il risultato è una collezione/opera d’arte ovviamente non producibile, ma indubbiamente innovativa.