Obscur: fari puntanti sull’oscurità

Il nero è un colore decisamente controverso. Contraddizione in essere, trattandosi dell’assenza di colore e quindi, sostanzialmente, di un non colore, è sempre legato a concetti “negativi”, come la morte, la notte, l’oscurità. Contemporaneamente è un (non)colore sempre attuale, elegante; non c’è collezione di moda di qualsiasi stilista e in qualsiasi Paese che non abbia almeno un paio di capi proposti in nero. Si dice sia il colore degli artisti.
C’è un brand emergente che ne ha fatto la base della sua tavolozza e il fil-rouge (o meglio, fil-noir) delle sue collezioni: parliamo di Obscur.

Nato in Svezia dall’estro creativo di Richard Söderberg, come succede spesso è proprio in patria che non emerge, mentre riscuote grande successo in Asia e Australia (non a caso i Paesi e i mercati più all’avanguardia degli ultimi anni).
Ispirato dall’atmosfera che si respira nella sua terra natìa e dall’ascolto della musica scandinava, Obscur è un marchio di menswear per pochi, colti intenditori. Il mood gotico e dark che lo avvolge è bilanciato dal livello di artigianalità e dalle rifiniture altamente tecniche, così come l’uso di materiali grezzi, pesanti, trova la controparte in un’estetica pura e in silhouettes classiche e lineari.

Il nero, i materiali “crudi”, i tagli dei capi che conferiscono una certa rigidità e freddezza alla collezione, sono per Söderberg un linguaggio, il suo modo per reagire all’impurità e all’inconsistenza del mondo. Criptico, senza dubbio, questo modo di comunicare fa sì che le collezioni Obscur siano davvero pensate per una ristretta nicchia di persone, e non a caso distributore mondiale del marchio è lo showroom parigino Romeo, famoso per puntare proprio su prodotti e designer altamente qualificati, innovativi, colti; fra gli e-commerce che hanno deciso di credere in questo progetto troviamo invece luisaviaroma.com, sempre attenta ai giovani creativi e di talento che abbiano realmente qualcosa da dire.

Se meno X meno = più, se nero X nero = bianco, allora il suo punto di vista parte proprio dall’oscurità per arrivare a qualcosa di luminoso. E noi siamo sicuri che presto si farà luce (e molta anche) su tutto il suo splendido lavoro.
Il sito www.obscur.se