Fashion talents: Egle Cekanaviciute

Appena laureata presso la prestigiosa Central Saint-Martins School in Fashion Design, Egle Cekanaviciute ha già cominciato a riscuotere successo. Molti blog stranieri hanno parlato della sua degree collection dando risalto alla novità di questa collezione chiamata ARTEFACT.
Egle, classe 1986 originaria della Lituania, si è diplomata quest’anno presentando una collezione basata sulla fusione tra Ortopedia e Sartoria. Da questo mix up è nato qualcosa di nuovo, una proposta di alto profilo concettuale che contiene rimandi all’arte e, rivisita in maniera fashion elementi ortopedici: tutori per il busto trasformati in accessori, realizzati in alluminio e plastica, a sostegno di drappeggi leggeri; oppure le stampelle o le scarpe ortopediche che vanno ad unirsi con la parte sartoriale della collezione.
Collezione composta da 7 outfits alcuni basici, altri più complessi dal punto di vista della modellatura, tutti però caratterizzati da una palette cromatica tenue che si vivacizza con alcuni capi in rosso: abiti, pantaloni e vari coprispalla davvero interessanti. Cattura l’occhio una declinazione particolare della giacca che viene trasformata in monospalla, un motivo decorativo per uno degli abiti e per la gonna.
L’idea di fondo è quella di rompere gli stereotipi e presentare come decorativi e fashion i tipici supporti ortopedici che spesso vengono considerati brutti antiestetici e costruirci attorno alcuni capi d’abbigliamento.
Abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con Egle e ne è venuta fuori una bella intervista che vi proponiamo, in modo che possiate conoscere anche il punto di vista di una creativa davvero emergente.

Egle, vieni dalla Lituania, raccontaci perchè hai deciso di andare a studiare a Londra?
Volevo vedere cosa riuscivo a fare studiando in una delle scuole di moda più prestigiose e cambiare il mio ambiente. Credo che i grandi cambiamenti nella vita portino a grandi cose. Avevo bisogno di competizione e non ho mai avuto molte possibilità di esprimere me stessa pienamente nell’università che frequentavo prima in Lituania. Sono stata fortunata a frequentare la Central Saint-Martins e questa esperienza mi ha cambiata sotto molti aspetti e ho avuto anche molte opportunità in più.
Quando hai deciso di studiare moda?
Sono sempre stata interessata all’arte e al fare i vestiti, in più mia mamma è una fashion designer quindi non è stato difficile scegliere cosa studiare.
Cosa ti piace di più in questo campo?
Amo l’opportunità di interpretare il mio messaggio attraverso i vestiti che progetto, credo che la moda, come altri tipi di arte possa essere davvero potente se usata in modo saggio. Mi piace molto lavorare con il corpo umano cercando di farlo diventare bello attraverso l’aiuto dell’abbigliamento.
Costa invece non ti piace?
Non mi piace il fatto che molte persone che lavorano nella moda possano essere false, ipocrite e senza scrupoli mentre tutto dovrebbe essere creazione di qualcosa di bello.
Quali sono i tuoi fashion designer preferiti?
Ci sono alcuni designer di cui apprezzo aspetti differenti della loro creazione. Questi sono i miei preferiti: Maison Martin Margiela, Ann Demeulemeester, Hussein Chalayan, Lanvin, YSL, AF Vandervost.
Secondo te, c’è qualcosa che manca nella moda oggi?
Penso che non sia più così eccitante come una volta, come ad esempio negli anni ’90. Adesso sembra che tutto sia stato fatto e sia difficile creare qualcosa completamente nuovo. Penso che il futuro sta nella moda concettuale, comunque viviamo in una società capitalistica e alla fine tutti vogliono guadagnare soldi ( ecco perchè, secondo me, la moda sta diventando sempre più commerciale).
Da dove trai ispirazione generalmente?
In generale dalla vita quotidiana e dalle situazioni, o dai problemi sociali che credo aiutino a creare un’opera d’arte di un certo spessore. Poi traggo ispirazione anche dalla costruzione e dal product design.

Abbiamo visto la tua collezione, spiegaci, perchè si chiama ARTEFACT?
Artefact (artefatto) è un’opera d’arte o un prodotto realizzato dall’uomo. In questo senso credo che la mia collezione e il suo concetto di fondo abbiano una certa connessione con il significato di questo termine.
Perchè hai deciso di sviluppare una tematica così particolare come l’Ortopedia?
Ho notato una triste ed ingiusta realtà per cui certe persone che hanno qualsiasi tipo di trauma o di disabilità sono considerati non cool e non si riescono pienamente ad integrare nella nostra società, ignorando il fatto che potrebbe succedere a tutti in qualsiasi momento. In questo problema ho visto una questione sociale e volevo cercare di minimizzare il limite tra l’invalido e il sano introducendo alcuni elementi ortopedici nella mia collezione, mostrando così che anche questi possono diventare cool.
Cosa ti ha ispirato in questa collezione?
Mi ha ispirato il problema in sé. Sicuramente le forme, le strutture e la rigidità dei busti, delle scarpe e delle ingessature ortopediche. In aggiunta anche il fatto che sia la sartoria che l’ortopedia sono personalizzati, seguendo cioè le necessità di ogni prsona/cliente e le sue misure.
A quale tipologia di donna è destinata?
Per chiunque non abbia paura di sperimentare, di spiccare. Per chiunque a cui piacciano le strutture e l’asimmetria ed è appassionata d’arte e di problemi sociali.
E’ stato difficile lo sviluppo della tua collezione, in particolare realizzare la fusione tra Ortopedia e Sartoria?
Non è stato difficile, entrambi hanno elementi in comune – come la caratteristica di mettere il corpo nella forma giusta. Ho voluto gli accessori “ortopedici” come accompagnamento alla collezione destrutturata, ma allo stesso tempo possono essere indossati separatamente. Entrambi i campi hanno in comune una sorta di costruzione che supporta il corpo, così tutto quello che ho fatto è stato fondere gli elementi nei miei sette outfits.

Questa è la tua tesi di laurea, è disponibile per la produzione? Se sì, come verrà prodotta?
Sì, è disponibile per la produzione. Ho alcuni contatti in Lituania che possono riprodurre ogni pezzo individualmente. Ho tutti i CAD-patterns nel mio computer pronti per la produzione.
Hai già ricevuto richieste di produzione?
Ho ricevuto alcuni ordini rispetto ad alcuni pezzi della collezione, ma non per la collezione completa.

Egle Cekanaviciute

Pensi che oggi per un giovane fashion designer sia difficile trovare un lavoro?
Non è facile ma è possibile. La cosa più importante è cercare contatti e mettersi in competizione e non cercare solamente in una sola direzione. Fare qualcosa di leggermente diverso da quello che si è prefisso in precedenza non vuol dire che non ci si sta arrivando. Un sentiero differente può portare ugualmente a grandi opportunità.
Ora parliamo un pò dell’Italia: ti piacerebbe lavorare nel nostro paese?
Sì mi piacerebbe! Sarebbe una bellissima esperienza e anche un’occasione per allenare il mio italiano, ho studiato italiano per due mesi.
Cosa pensi del nostro paese e, in particolare, della nostro modo di far moda?
Sono venuta in viaggio in Italia un pò di tempo fa, e mi ricordo la sua straordinaria cultura e il suo paesaggio. E ovviamente anche il cibo! Mi ero fatta alcuni amici li e sono delle persone davvero cool. Per quanto riguarda la moda italiana – apprezzo molto il suo artigianato e la qualità, oltre al lavoro di alcuni tra i più grandi designers. Tuttavia è forse un pò troppo conservatrice, mi piacerebbe fosse leggermente più sperimentale.
Non c’è un fashion designer italiano tra i tuoi preferiti?
Si! mi piacciono alcuni brand italiani ma di recente mi sono concentrata di più sulla moda concettuale e decostruita, più nello stile belga.
Ci sono alcuni alcuni designer italiani che ti piacciono?
Mi piaccion molto sia Prada che Bottega Veneta.
Parliamo un pò del tuo futuro, dato che ti sei appena diplomata. Cosa pensi di fare?
Alla fine del mese inizierò il mio nuovo lavoro a Parigi. Nel frattempo ho iniziato le ricerche per realizzare la mia collezione parallela.
Pensi che in un futuro potrai tornare in Lituania?
Io e mia madre collaboriamo ancora, è un piacere per me lavorare con lei quindi credo che un giorno sarà possibile.

Egle ha davvero le idee chiare, ed è anche fortunata sia dal punto di vista del suo background familiare sia da quello lavorativo. Confidiamo di vedere una sua collezione completa e soprattutto in vendita nei negozi perchè ha davvero talento da vendere!
Come ha detto lei stessa anche la collezione ARTEFACT è disponibile, quindi per chi si fosse innamorato di una delle sue creazioni basta scriverle una mail per procedere all’ordine. www.eglecekanaviciute.com