Thomas Engel Hart: un americano a Parigi

Quando si tratta di menswear, che venga dal Giappone, dall’Inghilterra, dall’America o da Parigi, pare proprio che non si possa fare a meno di parlare di musica, in qualsivoglia dei suoi generi e delle sue forme.
Hedi Slimane in questo ha sicuramente fatto scuola, e ora, deposto il suo scettro, sono in molti a fare la fila per raccogliere la sua eredità e fregiarsi del titolo di rappresentante di quello stile maschile così cool, snob, colto eppure al tempo stesso così apparentemente alla portata di tutti.

Thomas engel hart

Fra le new entry possiamo annoverare Thomas Engel Hart, classe 1972, di natali newyorkesi ma di indole più europea, visto che ha fatto di Parigi il suo quartier generale, città dove oggi vive e lavora.
Già direttore artistico di Thierry Mugler Homme, nel 2001 aveva lanciato la sua linea, con grande plauso di stampa e addetti ai lavori; il progetto fu accantonato proprio in vista del nuovo importante ruolo all’interno della maison francese, ma lo stilista nel 2008 decide di tornare alle sue eponime creazioni.

Thomas engel hart

Quelle che seguono sono collezioni in cui ritroviamo, perfettamente combinati, uno stile eccentrico e tagli sexy ma very strong; ogni pezzo è pensato per essere indossato dal giorno alla sera. Sofisticati ma borderline. Rock’nRoll ma molto glam. Numerosi e ricorrenti le citazioni di quei capi d’abbigliamento e di quei dettagli propri della cultura, della tradizione e della musica inglese, quanto di quella americana: largo dunque a richiami militareggianti, check più o meno grandi, piccoli colli da camicieria, slim-fit e scarpini che farebbero invidia al più figo dei dandies (è di questo F/W 2010 la collaborazione con il noto marchio di scarpe inglese – e molto rock’n’roll – underground).

La preview dell’estivo 2011 ci ha mostrato un grande utilizzo di grafiche e stampe all over, cosa che ha conferito un’attitudine molto street all’intera collezione presentata forse non a caso proprio alla Berlin Fashion Week.
Per saperne di più, fatevi un giro sul suo sito: www.thomasengelhart.com