Un tè con i One Size Fits All

One size fits all, oltre ad essere un famoso album di Frank Zappa e anche un gruppo rock italiano. Nati nella primavera del 2007 come sideproject del gruppo Les Manouches, inizialmente gli osfa erano stati pensati come gruppo tributo ai Sublime, gruppo ska-reggae americano degli anni 90. In seguito poi, iniziarono ad inserire nella loro scaletta pezzi di genere indie rock per ottenere infine una serie di cover che vanno dallo ska al rancid ad o al rock più energico come quello dei The Strokes, Arctic Monkeys, Babyshambles e The Hives.
Oltre ad essere impegnati come cover band, gli One size fits all iniziano a lavorare anche sul loro primo album, uscito nel 2009 e scaricabile gratuitamente dal sito www.onesizefitsall.bandcamp.com.
Sono venuti a trovarci e tra una chiacchiera e l’altra ne abbiamo approfittato per conoscerli meglio.

One size fits all, tradotto sarebbe qualcosa di simile a taglia unica, giusto? Perchè questo nome?
Oltre ad essere un riferimento ironico sulle nostre dotazioni, è anche riferito all’universalità della nostra musica, alla nostra apertura ed adattamento verso ogni genere.
Ska/raggae, rancid, rock/ballad, indie. Tanti stili mescolati tra loro, ma qual’è quello che vi permette di esprimervi più liberamente, che sentite più vostro?
Probabilmente è ancora presto per definirlo. Il primo album presenta appunto svariati generi, dal rock, al pop, allo swing, quindi aspetterei di vedere che evoluzione prenderà il tutto nei prossimi brani. Ma non ci dispiacerebbe continuare a mescolare ogni genere, magari aggiungendone nuovi.
Per variare e immaginiamo anche per accontentare il vostro pubblico, spesso vi esibite in cover di rock/indie band contemporanee, perchè come genere negli ultimi anni ha avuto un buon riscontro. Eppure vende tanto e si produce poco, in Italia. Come mai?
L’Italia purtroppo rimane un pubblico poco curioso e poco innovativo. Preferiscono fossilizzarsi sui soliti 2 big italiani che ripropongono la stessa roba da 20 anni piuttosto che scoprire qualcosa di nuovo.
Il problema principale è il mercato a cui un artista o una casa discografica può rivolgersi. Se pensiamo solo ad un paese come gli Stati Uniti, che conta 300 mln di abitanti, un disco di rock alternativo che in genere viene ascoltato dal 5% della popolazione, si ottiene comunque un mercato penetrato di tutto rispetto. Al contrario in Italia, anche solo per una grezza questione di numeri, le case discografiche sono meno disposte a finanziare un progetto a lungo termine per stimolare la crescita artistica di un gruppo. Questo vale ancora di più per dischi in italiano, vista l’impossibilità linguistica di esportarli facilmente. Basti pensare che addirittura la Pausini è stata costretta, nonostante un successo italiano enorme, a tradurre i propri album in spagnolo per uscire dai confini della nostra bella Italia.

Internet e musica. Le vostre tracce sono in download gratuito. Che rapporto avete con internet e la libertà di condivisione?
Internet è un’opportunità incredibile, e non parliamo solo per il mondo della musica. E’ un canale di scambio di informazioni che negli ultimi anni sta rivoluzionando tutto quello che ci circonda. Ha reso possibile uno scambio “libero” e veloce di qualsiasi tipo di file, e per un gruppo emergente che spesso fatica a trovare spazi e farsi conoscere è uno strumento che facilita enormemente questo genere di attività. Noi stessi utilizziamo la maggior parte di social network online, per stare costantemente in contatto con i nostri amici che seguono ai concerti. Inoltre è sempre più facile trovare spazi in cui esibirsi perché come detto internet avvicina chi è fisicamente lontano. La maggior parte dei nostri concerti li troviamo appunto utilizzando il web.

Il vostro primo album è in inglese, il prossimo invece in italiano. Leggiamo però con diffidenza. Perchè?
Ci sono diversi motivi per cui il nostro approccio ai testi in italiano è abbastanza diffidente e insicuro. Da una parte siamo consapevoli che scrivere i testi in italiano comporta inevitabilmente un’attenzione maggiore da parte del pubblico alle tematiche trattate e lo stile utilizzato. Scrivere un testo in italiano è molto più difficile rispetto all’inglese anche perché la musicalità stessa della nostra pur sempre fantastica lingua è molto più sottile e difficile da esaltare. Dall’altra parte però l’italiano comporta anche diversi vantaggi: è la nostra lingua madre e quindi è decisamente più facile riuscire ad esprimersi al meglio, utilizzando sfumature linguistiche e termini che colgano appieno le nostre idee.

Se diciamo rock in Italia, voi a chi pensate?
La scena musicale italiana negli ultimi anni è in forte crescita. Molta gente è stufa di canzoncine senza significato, destinate esclusivamente a riscuotere un successo alla grande massa. Tra i gruppi italiani che preferiamo ci sono da citare certamente i Ministri, Il Teatro Degli Orrori senza tuttavia dimenticare gruppi che sono presenti sulla scena musicale da diversi anni come i Verdena o gli Afterhours. Tutti questi artisti hanno in comune uno stile unico, e la capacità di trattare temi a volte anche scottanti con una sincerità e semplicità a volte quasi sconcertante, unite ad uno stile musicale proprio e spesso innovativo. E questi gruppi comunque non sono che la punta dell’iceberg, ne esistono molti altri che meriterebbero un’attenzione e pubblicità maggiore di quella che ad ora ricevono.

La canzone da ascoltare appena svegli?
Penguin!

E prima di dormire?
Till the end
Il vostro primo live? Emozioni?
Essendo stato un concerto composto principalmente da cover la domanda era: conosceranno questi pezzi? Si divertiranno? Poi alla fine i 4 gatti presenti si sono divertiti.
L’ultimo?
La domanda questa volta era: conosceranno i nostri pezzi? Li apprezzeranno? Si divertiranno?
I 4 gatti erano diventati 2 ma sembravano comunque divertiti.

Progetti, ambizioni, sogni e prospettive per il futuro?
Penso il sogno di qualsiasi persona che suona uno strumento: Vivere di quello. Non chiediamo una vita da rockstar. Il solo poter vivere di musica sarebbe un traguardo enorme, e probabilmente inarrivabile. Ma chi lo sa. Per ora ci impegneremo a fare buona musica sperando di riuscire a trasmettere qualcosa di forte ai nostri 4 gatti.

Ringraziando gli One size fits all vi rimandiamo al loro sito personale www.osfaband.com