Un tè con i Bar Noir

Guido Cannizzaro voce e chitarra, Jafferson Ferraro chitarra, Claudio Verona basso e Dario Brugnò batteria. Sono i Bar Noir, gruppo rock romano formatosi nel 2009, che sta lentamente emergendo, facendosi apprezzare nello scenario musicale italiano. Il mese scorso hanno presentato il loro primo album e proprio in questi giorni presentano invece il nuovo video ufficiale del singolo Nuova Ondata Di Bombardamenti.
La loro musica ci ha incuriosito così non abbiamo resistito alla tentazione di fargli qualche domanda.
Bar noir, com’è nato il vostro nome?
Ci piaceva l’idea di rappresentare un luogo-nonluogo dove la gente spesso si ferma casualmente o dove costantemente passa ogni giorno momenti della propria vita lontana dalla routine; in questo contesto i nostri racconti diventano la cornice al tutto e il “noir” ci sembrava il colore più adatto, forse l’unico abbinabile, a questa cornice.
Recitare anzichè cantare. Lo hanno fatto i CCCP, i Massivo volume, i Diaframma e più recentemente gli Offlaga Disco Pax, solo per citarne alcuni. Come mai questa scelta?
La scelta è stata molto semplice e immediata: non sappiamo cantare e l’aspetto recitativo-narrativo era quello che per noi è sempre stato il più diretto ed efficace; il modo migliore per sposare il testo alla nostra musica, e viceversa.

bar noir

Il 25 giugno avete presentato il vostro primo album. Visitando il vostro myspace però alla voce etichetta, leggiamo senza contratto. Un album autoprodotto quindi?
Totalmente autoprodotto, totalmente autofinanziato, totalmente nostro; volevamo che questo primo “prodotto” fosse la fotografia più naturale di ciò che ci piace fare. In attesa che a qualche etichetta piaccia produrre quello che ci piace suonare.
Quanto è difficile, se è difficile, emergere nella scena musicale italiana?
La scena musicale italiana presenta una offerta musicale molto spesso superiore a quella che è la domanda o la ricettività del “pubblico”; questo a volte diventa anche “pesante” da digerire, soprattutto nei live dove ogni musicista si espone ed espone senza filtri quello che sente. Da questo punto di vista la scena romana è a tratti addirittura imbarazzante per la disattenzione del pubblico rispetto ai live “di base”.
X factory, Italian Scout Talent, Amici di Maria, ma sono davvero questi i migliori talenti che l’Italia riesce ad offrire?
Ma è davvero questa la migliore Italia che sia possibile avere?
La musica, come ogni forma espressiva, è almeno in superficie, specchio della società in cui è contestualizzata, quindi non ci scandalizziamo granchè per i vari talent show.
La verità secondo noi però è un’altra, ovvero: negli USA, in Inghilterra, in Germania, in Francia, il talent show è focalizzato per una specifica fetta di pubblico; contemporaneamente però, la cosiddetta fascia alternativa trova sempre spazio, anche in fasce di “prima serata”, in tutte queste nazioni perché c’è un’abitudine e una predisposizione culturale che lo consente. Siamo ancora molti decenni indietro rispetto alle sovra citate nazioni da questo punto di vista…e non solo da questo, purtroppo.
Vi invitano a partecipare al festival di San Remo. Ci andate?
Perché no! Non ci piace essere considerati elitari o di nicchia… ci piacerebbe portare la nostra musica a più orecchie possibili… se Sanremo potesse darci spazio e visibilità, senza scendere a compromessi o forzature, perché rifiutarlo?
Max gazzè canta una musica può fare, ma cosa può fare la musica?
Può far cantare Gazzè?

bar noir

Un palco su cui vi piacerebbe esibirvi?
Se proprio dobbiamo trovarne uno, al “Paradiso” di Amsterdam, o (se fosse ancora aperto!) al CBGB di New York!
Acustica o elettrica?
Dipende dalle situazioni; questa doppia anima ci gratifica egualmente, tant’è che abbiamo due set distinti e separati a seconda della tipologia di live e di contesto nel quale dobbiamo suonare.
Oltre alla musica, che altro vi piace?
Cinema, teatro, arti figurative, cucina di pesce siciliana e vino bianco ghiacciato, birre Weiss, tifare rivolta, la Suburra romana, suonare in Mi minore, Kate Moss, sbagliare, sbadigliare, non far sbadigliare, vedere la gente ballare.
Tanti soldi e poca musica, o pochi soldi e tanta musica?
Tanti soldi per fare tanta musica per tanto tempo.
Sulla famosa torre. Chi o cosa buttereste giù?
Siamo democratici per conformazione genetica; ognuno può essere come meglio crede finchè non lede la nostra libertà. Non siamo i più adatti a dover esprimere giudizi o a dover fare selezioni di alcun tipo. Ma ad una categoria vorremmo fare qualche minaccia: quelli che vanno ai concerti e parlano tutto il tempo commentando ogni singolo accordo manco fossero John Peel!
Potete far resuscitare solo uno tra Syd Barrett, Ian Curtis, Freddy Mercury o Jim Morrison. Chi fate resuscitare?
Questa c’ha messo in difficoltà!
La scelta era fra Syd Barrett e Ian Curtis… scegliamo Ian Curtis… per rivederlo ballare.
Tre dischi (a parte il vostro) che tutti dovrebbero ascoltare?
Ci prendiamo la libertà di suggerirne 4 (uno per ogni componente del Bar Noir)
Spiderland – Slint
Hail to the Thief – Radiohead
La Buona Novella – Fabrizio De Andrè
The Wall – Pink Floyd
Perchè chi vi sta leggendo adesso, dovrebbe ascoltare il vostro album?
Perché mai non dovrebbe ascoltarlo???

Ringraziando i Bar Noir come di consueto vi invitiamo a visitare il loro myspace per ascoltare tutti i loro singoli www.myspace.com/mybarnoir