Limited/Unlimited the new italian Landmark

E’ Alta Moda a Roma e aldilà delle sfilate dei brand italiani di haute couture più conosciuti, sono presenti in calendario numerosi appuntamenti che, parallelamente alle consuete catwalk, approfondiscono molti dei temi correlati al mondo della moda in generale. Interessandosi in modo più specifico a tutto ciò che ruota attorno alla grande tradizione sartoriale italiana e alla sperimentazione più estrema che solo l’alta moda può proporre.
Tra gli eventi organizzati spicca un interessante titolo: LIMITED/UNLIMITED THE NEW ITALIAN LANDMARK; una mostra statica ma profondamente indagatoria circa i temi del design e dell’arte nella moda, del Made in Italy, della tradizione sartoriale e del panorama dei talenti più importanti all’interno di questo ambiente.

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La mostra, che ha luogo nella suggestiva location della Pelanda del MACRO Testaccio, contiene l’esposizione di numerosi capi d’abbigliamento attraverso un allestimento organizzato secondo criteri geometrici che sfruttano e reinterpretano gli spazi storici propri di questo ambiente, così industriale e modulare ma nello stesso tempo denso di storia e di fascino. I capi presentati appartengono ad una cerchia selezionata di designer, emergenti e non, quali: Albino, Aquilano.Rimondi, Silvio Betterelli, Carta e Costura, Gabriele Colangelo, Marco De Vincenzo, Diego Dolcini, Sara Lanzi, Leitmotiv, Sabina Masenza, N°21, Maurizio Pecoraro, Vionnet e Sergio Zambon tutti accomunati da una fortissima inclinazione alla ricerca e alla costante e studiata fusione tra design e capacità artigianale, al fine di rivisitare la sartoria per svecchiarla e renderla sempre più un elemento cardine della moda contemporanea.

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Negli spazi della Pelanda adibiti per lo show, i vari designers hanno avuto a disposizione uno spazio all’interno del quale poter ricreare il proprio mondo, attraverso la presentazione su manichini e supporti delle proprie creazioni più caratterizzanti, molte delle quali ideate appositamente per questo evento.
Attrattivo e d’impatto è stato, per esempio, l’allestimento progettato da N°21. Pur non potendo esulare dal manichino come supporto, ha sfruttato quest’ultimo in un modo nuovo soprattutto grazie al fatto che le proposte di questo brand sono costituite da candide gonne dalla costruzione geometrica e multilayer abbinate a ordinari reggiseni in pizzo color carne. Una presentazione concettualmente alta che spicca grazie al forte contrasto che instaura con l’ambiente industriale circostante. Ogni designer ha proposto un numero arbitrario di capi e oggetti, sfruttando il proprio allestimento come ad esempio, Sabrina Masenza che ha delicatamente adagiato, su uno dei display dell’allestimento, le proprie piccole borse ricamate in modo elaborato. In generale gli altri hanno preferito effettuare una presentazione più tradizionale che però non ha per nulla intaccato, ma anzi aiutava a porre in risalto gli elementi costitutivi degli abiti come i ricami, la costruzione modellistica, il drappeggio e il tessuto.

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Dal punto di vista dei nomi emergenti in questo contesto erano presenti Sara Lanzi, vincitrice nel 2007 di Who’s On Next?, che ha proposto due capi interessanti per quanto riguarda l’accostamento di due tipologie di tessuto opposti come il leggerissimo voile per la parte superiore del corpo e la pesante e grossolana tela per le gonne; e Gabriele Colangelo, anche lui vincitore del medesimo concorso nell’edizione del 2008, che ha presentato due capi appositamente creati per l’evento caratterizzati da preziosi ricami attinenti alla grande attenzione per il dettaglio propria di questo designer.

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Una mostra che crea un percorso all’interno del quale sono raggruppati tutti questi creativi, che non sono divisi nei loro mondi d’appartenenza, bensì vanno a formare insieme un nuova corrente estetica, un “movimento” come si usava dire nel secoli passati per identificare un gruppo di artisti uniti da una visione estetica comune. A questo proposito vale la pena davvero di parlare anche di colui che è stato scelto per “rappresentare” questa mostra: Maurizio Anzieri. Uno dei suoi lavori da lo sfondo al manifesto della mostra e infatti, anche le sue opere sono presenti nello show. Appena si entra ci si imbatte subito in una delle sue opere, una scultura-ricamo costituita da una treccia lunghissima (Present Traces Blonde) che dal soffitto arriva abbondante al terreno fatta di capelli biondissimi che stupisce e attrae gli spettatori incuriositi.

Insieme ai designers anche Anzieri ha uno spazio suo su cui ha appeso tutte le sue opere riguardanti la serie dei ritratti ricamati. Sono proprio questi ultimi che hanno fatto sì che gli organizzatori di questo evento scegliessero proprio lui come corrispettivo artistico, in quanto Anzieri attraverso l’utilizzo del ricamo nelle proprie opere, è l’esempio più lampante della fusione tra design creativo e la manualità artigianale. Sono vecchi ritratti riportati in vita e ricamati sapientemente con colori e forme che creano spesso maschere fantastiche per questi volti antichi donando loro nuovo fascino e un nuovo e importante significato.
Una mostra curata in ogni minimo dettaglio, interessante per le tematiche approfondite e per la bellezza dei capi e degli accessori presentati senza contare l’affascinante location davvero suggestiva.