Jdauphin: fede, devozione ed essenzialità

Diamonds are a girl’s best friend cantava Marilyn Monroe nel film Gli uomini preferiscono le bionde (1953).
Più di 50 anni dopo questi sassolini non hanno perso nè il loro fascino, nè la loro preziosità; nonostante ciò sono sempre più numerosi i designers di gioielli, e le appassionate utenti che prediligono materiali poveri, inusuali, divertenti. Insomma, qualsiasi cosa esuli in qualche modo dalla classica triade oro – argento – pietre preziose.

Una di queste realtà è Jdauphin, brand creato nel 2006 dalla designer franco-svedese Johanna Dauphin, che dopo aver studiato marketing a Stoccolma e fashion design all’Istituto Europeo di Design di Roma; dopo due importanti esperienze nel gruppo Tod’s e in Fendi, ha deciso di mettersi in gioco con qualcosa di suo.

In realtà la linea, oltre ai gioielli, comprende delle borse e una piccola parte dedicata al ready-to-wear, sofisticata ma very strong; come tutta la collezione, che gioca interamente sulla combinazione di materiali, colori e forme.
Come due poli opposti di una calamita, ecco la soffice nappa ricoperta di borchie e spikes, oppure che avvolge brunite catene maschili. E poi zip sui bracciali e le collane, madonne di metallo appese a sottili snakes; negli abiti la pelle si mischia con la seta, graffiante combinazione che accarezza il corpo.

I principi attorno ai quali vengono ideate e sviluppate le collezioni sono fede, devozione, essenzialità. Fede(le) alla qualità dei materiali e della manifattura, che sempre di più manca nei prodotti propinati a prezzi indicibili dalle maisons; devozione al lavoro, non solo quello di Johanna, ma anche degli artigiani che producono le sue creazioni; ed essenzialità, quella propria del gusto e della moda svedese, e che ti fa andare dritto al punto: o ti piace o non ti piace.
Ma guardando gli accessori di Jdauphin, in cui i contrasti si bilanciano in un’armonia di forze uguali e contrarie, come si fa a dire di no? www.jdauphin.com