Lipstick Portrait by Michael Angelo

Le labbra, da sempre simbolo e sinonimo di seduzione. Colorarle, ridisegnarle, gonfiarle, tutto è lecito purchè attraggano, purchè seducano.
Se si parla di cosmesi non si può non citare allora il rossetto, la decorazione per eccellenza. Un cosmetico senza tempo, usato in Mesopotamia già 5000 anni fa e poche sono le donne che riescono a resistergli tutt’ora. Solo nel dopoguerra però, con l’esplosione cinematografica il rossetto acquisisce una valenza simbolica forte: celebri le labbra della Monroe di rosso colorate.

Dita von Teese II, Watermill Center, Southhampton, New York, 2007 © Michael Angelo

Lipstick portrait è una mostra fotografica, è una campagna di sensibilizzazione che mira a raccogliere e rappresentare il più crudele ed inumano di questi simboli: in alcuni paesi infatti, il rossetto è sinonimo di schiavitù, schiavitù sessuale. In Cambogia ad esempio deve essere indossato dalle prostitute, per poter essere facilmente riconosciute, etichettate, marchiate. Michael Angelo con le sue fotografie cerca di denunciare e condannare questa realtà.
Molte le star che hanno aderito all’appello del fotografo statunitense: Susan Sarandon, Dita von Teese (in foto), Abigail Disney, Amanda Lepore e tante altre.
Da poco si è conclusa la mostra di New York ma la campagna e tutt’ora in corso per maggiori informazioni quindi www.thelipstickportraits.org