Un tè con Nichi Vendola

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Il nostro salotto virtuale questa volta ha avuto il piacere di ospitare una delle figure più rilevanti della politica italiana degli ultimi anni. Nichi Vendola attuale presidente della regione Puglia, per il secondo mandato consecutivo, è vincitore morale ed effettivo delle ultime elezioni.
Il suo programma politico si distingue per la freschezza, per la concretezza e soprattutto per l’occhio di riguardo prestato al mondo giovanile, intenso non più come un problema ma come risorsa. Già in passato infatti, ci era capitato di parlarvi di alcuni interessanti progetti promossi dalla regione Puglia come Bollenti Spiriti o Puglia Sounds.
Abbiamo approfittato della disponibilità per appagare la nostra curiosità riguardo il suo modo di far politica e la campagna elettorale da poco conclusa, tralasciando volutamente temi politici che poco si addicono al nostro salotto.

La tua campagna elettorale si può definire fresca e frizzante. I giovani sono punto cardine del tuo programma politico, e questo può aver influito sulla scelta comunicativa. E’ un modo per coinvolgere chi magari ha perso, o chi non ha mai avuto interesse ad una vita politica attiva? Un modo per arrivare e conquistare nuovi elettori, quelli che non vedi nelle sedi di partito o che non scendono in piazza?

I giovani e il loro mondo fanno parte della mia storia politica. Non esiste alcuna strategia comunicativa, di coinvolgimento che tenga quando si tratta di problemi, di persone. Mi sono sempre confrontato con il mondo giovanile e ho imparato che se gli dai fiducia, stai pur certo che verrà ripagata. I giovani rappresentano freschezza e autenticità che in Italia latitano un pò ovunque.

Il presidente Obama negli Stati Uniti, Nichi Vendola e Roberto Formigoni su tutti, in Italia. E’ un segno forte di aggiornamento della classe politica e un adeguarsi seppur lento?

La conferma di Roberto Formigoni non mi sembra un segnale di rinnovamento ma un robusto consolidamento di poteri forti. Questo è dovuto anche all’assenza di un’alternativa credibile all’asse lombardo costituito da Berlusconi e dalla Lega. In realtà, non riesco ancora a vedere una volontà reale di mutamento della classe dirigente. Per quanto mi riguarda, credo di essere l’espressione più o meno manifesta di una volontà popolare e, allo stesso tempo, un’anomalia nel sistema politico italiano. Obama invece è altro, perché vive dall’altra parte del mondo. Credo che raffiguri la sommatoria di molti aspetti innovativi, uno su tutti la speranza.

Guardando le statistiche delle ultime elezioni si legge che su 53 candidati solo 13 hanno saputo utilizzare e sfruttare l’enorme potere mediatico di internet. Se i politici devono essere lo specchio della società italiana, allora questo vuol dire che l’ 80% degli internauti italiani è impacciato e non sa muoversi in rete, o che semplicemente la politica è ancora troppo radicata su altri modelli comunicativi?

La politica non riesce a cogliere ancora le enormi potenzialità che la rete mette a disposizione di tutti, eletto ed elettore. Di contro, il cittadino riesce ad orientarsi meglio sul web, che diventa sempre più uno strumento di comunicazione diretto e senza filtri. Ritengo che questo fenomeno spieghi abbastanza bene come i rappresentanti politici siano sempre meno lo specchio della società che invece dovrebbero rappresentare.

Sempre le statistiche dicono che l’utilizzo di internet è più diffuso al nord che al sud, eppure al sud in particolare in Puglia con te ha avuto il maggior successo nazionale. Come mai?

Qui abbiamo fatto in modo che la politica della ‘piazza’ andasse di pari passo con quella fatta in rete. In più, ho la fortuna di avere accanto a me ragazzi e ragazze che sanno come sfruttare questa sorprendente risorsa. Io ho imparato tutto da loro.

Campagna elettorali che sfruttano in maniera produttiva piattaforme virtuali come Facebook, Twitter o Youtube, tutti servizi gratuiti, non sono anche meno onerose dal punto di vista economico, quindi da preferire soprattutto considerando a posteriori i risultati?

Certamente ma, ripeto, la politica virtuale deve mostrare di essere coerente con quella reale, altrimenti tutto diventa comunicazione poco credibile, improduttiva, fasulla.

I sondaggi online pre-primarie ti vedano favorito e hai vinto. I sondaggi online pre-elezioni regionali ti vedevano sempre favorito e hai ancora vinto. Internet allora come strumento è più veritiero di giornali, piazze e TV?

Ha vinto il popolo pugliese, che ha voluto che mi ricandidassi e portassi avanti un progetto. Internet, in questo caso, non si è discostato molto da quanto raccontato dalle piazze o dai media.

I dati di affluenza in piazza possono essere abilmente manipolati, i dati di affluenza online invece risulta più complicato alterarli. Finalmente si riuscirà ad avere un riscontro obiettivo e reale?

La rivoluzione cui stiamo assistendo ci dice di sì. Ed io ne sono assolutamente convinto. Mai come in questo momento storico, la democrazia viaggia sulla rete.

In conclusione, possiamo definire Nichi Vendola un presidente 2.0?

Mi piace definirmi cittadino del terzo millennio, con tutto ciò che ne consegue. Il web 2.0 è indubbiamente una modalità straordinaria che consente al presidente pugliese di interagire con i suoi concittadini e viceversa. E soprattutto, permette agli elettori un potere di controllo maggiore sui loro rappresentanti. Il ‘palazzo’ in questo modo ha molte meno barriere.

Ringraziamo ovviamente Nichi Vendola per la sua gentilezza e cortesia e vi invitiamo a consultare il sito personale per restare sempre aggiornati e informati www.nichivendola.it