Buon design: efficace, efficiente, piacevole

moka bialetti

Molto spesso quando si utilizza la parola design ci si trova a doverne giudicarne la qualità.
Anche la più comune delle operazioni, l’acquisto, rappresenta di per se un giudizio: si acquista spinti da necessità focalizzando l’ attenzione su determinati prodotti che consciamente o inconsciamente reputiamo migliori rispetto ad altri.
Il design di un prodotto può essere facilmente identificato, intendendo design come progettazione, e non sempre si può parlare di buon design.
Idea comune è quella di utilizzare le parole buon e design in simbiosi per descrivere un prodotto esteticamente gradevole, dall’apparenza accattivante. Un giudizio espresso secondo il criterio di bellezza, non obiettivo, opinabile quindi non assoluto, ma sopratutto errato. Considerando la gradevolezza infatti, si giudica lo stile e non il design, due caratteristiche indubbiamente importanti, ma differenti per definizione, rischiando di banalizzare decenni di innovazione e ricerca.
Il concetto di buon design invece, dovrebbe essere facilmente riconducibile a tre aggettivi: efficace, efficiente e piacevole.
Efficacia.
L’efficacia è la capacità di raggiungere l’ obiettivo, lo scopo. Nel caso di un prodotto si parlerà di efficacia, se lo stesso permette l’adempimento della funzione per cui è stato progettato. Volendo fare un esempio, un cavatappi sarà efficace nel momento in cui permetterà effettivamente di cavare il tappo e quindi aprire la bottiglia.
Efficienza.
Il prodotto è efficace, ma sarà anche efficiente se la sua funzione viene espletata nel miglior modo possibile ipotizzabile, con il minor dispendio di risorse ed energie. Lo stesso cavatappi sarà efficiente se permette l’apertura della bottiglia con il minor sforzo possibile.
Piacevolezza.
La piacevolezza è l’ultimo criterio di valutazione, lo è logicamente perchè in mancanza efficacia ed efficienza non avrebbe ragion d’essere.
Si parla di piacevolezza e non si intende piacevolezza estetica, bensì piacevolezza strutturale, formale, ovvero come è concepito il prodotto. Si intende cioè la capacità del prodotto di non indurre l’utente in errore e soprattutto nel non arrecare traumi. Un buon prodotto è un prodotto user-oriented progettato per adattarsi all’utente e non viceversa. Fondamentale per il miglioramento della piacevolezza è stata l’introduzione dell’ergonomia e degli studi ad essa associati sul finire degli anni 80’.
Efficacia, efficienza e piacevolezza, sono tre criteri di valutazione immediati che permettono di stabilire la qualità del design, sono tre criteri imprescindibili, ma non gli unici.
Volendo esaminare un prodotto più approdonditamente si dovrebbero valutare anche le sue capacità di fornire affordance, feedback, oppure esaminare i materiali utilizzati, il processo produttivo, la sua sostenibilià, e altri fattori, che in un mercato globale oramai saturo e sempre più prossimo al collasso, potrebbero e dovrebbero far la differenza.
“Il buon design abilita, il cattivo design disabilita”
(Paul Hogan, Presidente di EIDD, Design for All Europe)