Expo Shangai 2010: l’Italia si mostra

Mancano ormai pochissimi giorni all’apertura dell’Expo 2010 di Shanghai. Mentre gli abitanti della megalopoli asiatica sono sulla soglia di una crisi di nervi a causa dello stress passivo che un evento del genere può comportare, la classe intellettuale di mezzo mondo attende che vengano finalmente svelati gli sfarzosi padiglioni delle nazioni espositrici.
E’ già facile farsi un’idea di ciò che l’architettura borghese ha proposto per l’Expo di quest’anno grazie alle decine di render e modelli che hanno invaso la rete, ed è immediato supporre che i baracconi ospitati da Shanghai rasenteranno livelli kitsch davvero inimmaginabili.
Ovviamente ci sono diverse oasi felici del buon gusto che per l’occasione hanno deciso di ricreare atmosfere tipiche e locali all’interno di vere opere di finissima architettura, a partire dalla candida “ciotola” svedese alla “conchiglia” israeliana.
In questa confusione di tendoni trash e cattedrali di vetro si ritaglia un proprio spazio la vecchia Italia, stranamente in modo meno barocco del solito scegliendo di esporre i propri prodotti in un megalite dalle chiare origini mediterranee, plasmato secondo i canoni del gusto contemporaneo per essere una miscela di tradizioni cinesi ed italiane.
Il padiglione infatti coniuga un sottile richiamo al gioco degli shanghai, ottenuto con tagli irregolari che simulano le famose bacchette, con la rilettura di tutti gli elementi topografici tipici delle cittadine italiane; vicoli, piazze e strettoie vengono così riorganizzati all’interno del monolite come a ricreare un borgo italiano squisitamente asfissiante.
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Il progetto, opera dell’architetto Giampaolo Imbrighi in collaborazione con lo studio d’architettura Iodice e associati, ricalca perfettamente quello che è il tema dell’expo, “Better Life, Better City” e apparirà come un’entità bivalente in bilico tra il vetro e il cemento.

In realtà si fà presto a dire vetro e cemento, ma l’orgoglio industriale italiano ha voluto presentarsi al meglio in una vetrina mondiale di tale valenza, ricorrendo per le trasparenze a dei pannelli di cristallo autopulente con supporti fotovoltaici, mentre per la muratura verrà utilizzato il neonato cemento trasparente, orgoglio della tecnologia italiana sperimentato proprio per il padiglione dell’expo.

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Il nuovo materiale consentirà al cemento, grazie a delle resine speciali, di godere d’una semi-trasparenza mai azzardata e di instaurare un dialogo costante tra la luce esterna e gli interni, creando così un’opaca atmosfera negli ambienti del padiglione calda e avvolgente, dato che il cemento è sensibile ad’ogni variazione della luce, naturale o artificiale che sia.

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L’Expo aprirà i battenti ufficialmente il primo Maggio di quest’anno, ovvero tra pochissime ore; sarà d’obbligo attendere con ansia e sano nazionalismo l’inaugurazione del padiglione dei santi e dei navigatori, piccola occasione di rivalsa per una civiltà che ha gettato le fondamenta in materia di architettura.

Foto @archiportale.com