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	<title>Enquire &#187; shopping</title>
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	<description>Born to be curious</description>
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		<title>Timeless shop: Cheap Jack’s</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 10:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Crippa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>
		<category><![CDATA[vintage]]></category>

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		<description><![CDATA[Abiti vintage dai tessuti ricercati, perfetti in tutti i loro dettagli, adatti a qualsiasi tipo di portafoglio e occasione ma [<a href="http://www.enquire.it/2011/04/09/shop-cheap-jack-vintage-new-york/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abiti vintage dai tessuti ricercati, perfetti in tutti i loro dettagli, adatti a qualsiasi tipo di portafoglio e occasione ma soprattutto abiti e accessori unici nel loro genere.<br />
Se vi state chiedendo dove trovare questo angolo di cielo, la risposta è al civico 303 sulla peccaminosa Fifth Avenue: <strong>Cheap Jack’s</strong>.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/04/Cheap-Jack’s-2.jpg" alt="" title="Cheap Jack’s (2)" width="500" height="400" class="alignnone size-full wp-image-11887" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Conosciuto come uno dei migliori second hand di Manhattan e dintorni, <strong>Cheap Jack’s </strong> si presenta diviso su due piani, pareti color giallo, divani e tavolini provvisti di riviste e una varietà incredibile di vestiti e accessori di ogni genere sia per uomo che per donna, provenienti da ogni epoca storica, dai lontani anni ’20 ai più vicini ’80.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/04/Cheap-Jack’s-3.jpg" alt="" title="Cheap Jack’s (3)" width="500" height="330" class="alignnone size-full wp-image-11888" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Le star del cinema e dei teatri della vicina Broadway lo amano così come le più famose testate di moda giornalistiche, da Vogue (Italian Vogue compreso), Elle a Mademoiselle lo hanno citato raccomandandolo ai lettori.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/04/Cheap-Jack’s-4.jpg" alt="" title="Cheap Jack’s (4)" width="500" height="330" class="alignnone size-full wp-image-11889" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Una scelta di cappelli da uomo invidiabile, abiti degni delle miglior principesse che hanno fatto la storia e non solo.<br />
Per la primavera propongono diversi sconti, con un prezzo abbordabile è possibile acquistare qualcosa di veramente diverso, senza rimanere delusi dai materiali scadenti o dai segni evidenti dovuti all’usura del tempo, classici lati negativi per gli amanti dell’usato prêt-à-porter.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/04/Cheap-Jack’s-5.jpg" alt="" title="Cheap Jack’s (5)" width="500" height="330" class="alignnone size-full wp-image-11890" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Un luogo nel quale è possibile tornare indietro nel tempo, costruendo uno stile personale e attento ai minimi dettagli.<br />
Consigliato a tutti i generi di fashionisti e a tutti coloro che sono alla ricerca di qualcosa di raro con una storia alle spalle ma anche a chi ha semplicemente il desiderio di visitare un negozio senza tempo.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/04/Cheap-Jack’s-6.jpg" alt="" title="Cheap Jack’s (6)" width="500" height="330" class="alignnone size-full wp-image-11891" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Per ulteriori informazioni visitate il sito <a href="http://www.cheapjacks.com" target="_blank">www.cheapjacks.com</a></p>
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		<title>Mr porter: the new concept of shopping</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 07:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bibbiana de Brita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[men]]></category>
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		<description><![CDATA[Frenetico, ammaliante, dall&#8217;attimo fugace: questo è il mondo della moda, dove le tendenze cambiano e si stravolgono senza avere una [<a href="http://www.enquire.it/2011/04/01/mr-porter-shopping-paul-smith-richard-james/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frenetico, ammaliante, dall&#8217;attimo fugace: questo è il mondo della moda, dove le tendenze cambiano e si stravolgono senza avere una seconda vita. <em>Tutto passa</em>, e passa velocemente, come anche il modo di concepire lo shopping, che può essere fatto oggi anche on-line.</p>
<p>Il 22 febbraio scorso è stato annunciato su scala mondiale un nuovo sito web dedicato al menswear, che darà modo anche agli <em>shopaolic</em> dal cromosoma XY di dare fondo ai loro risparmi, spendendoli in un pazzo quanto conveniente acquisto in rete. <strong>Mr Porter</strong>, questo il nome del portale, è infatti la risposta maschile al già famoso <strong>Net-à-porter</strong>, uno degli &#8220;shops&#8221; che diedero inizio, dieci anni fa, all&#8217;era dello shopping su internet.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/03/Style-Portfolio-Opener.jpg" alt="" title="Style-Portfolio-Opener" width="500" height="500" class="alignnone size-full wp-image-11715" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Dietro entrambi i progetti c&#8217;è <strong>Natalie Massenet</strong>, la donna che ha reso a portata di mano, anzi di mouse, lo shopping di lusso. La sua idea iniziale era quella di creare un luogo virtuale dove fosse possibile trovare il meglio della moda e acquistarlo online, ovunque ci si trovasse. Il plus vincente è l&#8217; individualismo, il focalizzare le esigenze e le aspettative della singola persona che non accetta più di essere condizionata dal sistema della moda.</p>
<p><strong>Mr Porter</strong> non è una semplice vetrina, ma rappresenta un nuovo concetto di acquisto, è uno spazio virtuale dove la parola d&#8217;ordine è: <em>stile</em>. Elegante e versatile, presenta 60 top brand tra cui Burberry, Ralph Lauren, Lanvin, YSL, Gucci, Margiela, Balmain, Dunhill, Margaret Howell, Rick Owens,  e Roland Mouret.</p>
<p>L&#8217;innovazione di <strong>Mr Porter</strong> sta nell&#8217; offrire ai suoi clienti una serie di servizi, come ad esempio un magazine curato da <strong>Jeremy Langmead</strong>, ex editore di <em>The Esquire</em>, dove settimanalmente viene pubblicata la rubrica <em>“Five ways to wear”</em>, in cui diversi stylists propongono cinque modi d&#8217; indossare il <em>work wardarobe</em>. Troviamo poi la <em>Stylepedia, </em>applicazione concepita come un&#8217; enciclopedia, e i <em>Videos</em> <em>Manuals</em>, attraverso i quali designers del calibro di Paul Smith e Richard James danno lezioni di stile ed insegnano il modo in cui ricreare outfits differenti con pezzi unici e glamour.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2011/03/MR-PORTER-á-áDesigner-fashion-for-men.jpg" alt="" title="MR PORTER-á-áDesigner fashion for men" width="500" height="700" class="alignnone size-full wp-image-11716" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Dopo aver visitato <strong>Mr Porter</strong> i nostri maschietti fashionisti non saranno più gli stessi, quindi l&#8217;unico must è: accorrere.</p>
<p>Il sito <a href="http://www.mrporter.com" target="_blank">www.mrporter.com</a></p>
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		<title>Nabi cooperative</title>
		<link>http://www.enquire.it/2010/09/24/nabi-cooperative/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucilla Spagnuolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[bags]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla radice nbī che significa &#8220;chiamare, appellare&#8221; il senso etimologico del sostantivo ebraico nābî’ potrebbe essere o &#8220;colui che chiama, [<a href="http://www.enquire.it/2010/09/24/nabi-cooperative/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla radice nbī che significa &#8220;chiamare, appellare&#8221; il senso etimologico del sostantivo ebraico nābî’ potrebbe essere o &#8220;colui che chiama, annunzia&#8221; (senso attivo) o &#8220;colui che è stato chiamato&#8221; (senso passivo).</em><br />
E&#8217; questo il nome che il designer e appassionato di street bike <strong>Mauro Sciascia</strong> ha scelto per il progetto che, come lui stesso ci tiene molto a precisare, non ha mai sentito completamente suo ma &#8220;di tutte le persone che nutrono le mie stesse passioni e hanno il mio stesso approccio verso ciò che conta di più nella vita&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/Nabi-Cooperative.jpg" alt="" title="Nabi Cooperative" width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-7071" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Il prodotto? Delle inconsuete messenger bags, le famose borse dei postini e dei corrieri, la cui forma e dimensione risultano particolarmente comode per coloro che si sono votati all&#8217;uso della bicicletta come (quasi) unico mezzo di trasporto. Diciamo inconsuete perché, sebbene negli ultimi anni ci siano state propinate in tutte le salse, nessuna aveva la freschezza e l&#8217;appeal di queste.<br />
Il modello scelto, non più la solita cartella ma una sacca, che è anche un po&#8217; shopping e un po&#8217; secchiello, per essere indossata anche da chi in bicicletta non pensa affatto di andarci, è caratterizzato da una tracolla studiata per poter essere anche legata alle spalle. La scelta dei materiali e dei componenti (diversi da quelli sintetici e tecnici), nonché dei colori, la rendono un perfetto accessorio unisex.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/Nabi-Cooperative-5.jpg" alt="" title="Nabi Cooperative (5)" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-7072" style="padding-top:10px;"/></p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/Nabi-Cooperative-4.jpg" alt="" title="Nabi Cooperative (4)" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-7073" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>La semplicità e allo stesso tempo la cura del dettaglio di ogni pezzo, rende queste borse la base ideale per costanti collaborazioni con artisti e professionisti del design, della grafica e della fotografia, che si traducono in limited edition destinate a supportare l&#8217;attività dell&#8217;artista stesso e le cause utili ai ciclisti urbani (già evidentemente frustrati e bistrattati dalla mancanza di adeguate piste ciclabili).</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/Nabi-Cooperative-2.jpg" alt="" title="Nabi Cooperative (2)" width="500" height="368" class="alignnone size-full wp-image-7074" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Probabilmente in linea con l&#8217;etimologia del suo nome, <strong>Nabi Cooperative</strong> ha iniziato a diffondersi con il passaparola, ampliando successivamente la cerchia dei sostenitori attraverso i social network e il blog. Dalla scorsa settimana è invece online il sito, che presto verrà ampliato con immagini, iniziative e contributi dei cooperatori.<br />
Insomma, no excuses per chi vuole rimanere aggiornato con l&#8217;attività di questo nuovo progetto creativo e culturale.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/Nabi-Cooperative-3.jpg" alt="" title="Nabi Cooperative (3)" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-7075" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Il sito <a href="http://www.nabicooperative.it" target="_blank">www.nabicooperative.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Shop in London, from your home</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 07:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Taccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di tendenze giovanili, non possiamo fare a meno di guardare ciò che accade a Londra. La capitale inglese [<a href="http://www.enquire.it/2010/09/15/shop-in-london-from-your-home/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando parliamo di tendenze giovanili, non possiamo fare a meno di guardare ciò che accade a Londra.<br />
La capitale inglese infatti, negl&#8217;anni si è conquistata la leadership per quanto riguarda moda e tendenze giovanili, con i suoi famosi mercatini. Camden ad esempio, un intero quartiere conosciuto per il suo affollato mercato, definito anche come <em>mercato degli alternativi</em>, per via della varietà di capi e accessori che è possibile trovarci.<br />
In pochi riescono a resistere alla tentazione di far compere trovandosi nella capitale inglese e lo sa benissimo Stefano Squillante, mente del progetto <strong>Shop in London</strong>.<br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/shop-in-london-3.jpg" alt="" title="shop in london (3)" width="500" height="338" class="alignnone size-full wp-image-6760" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Shop In London Ltd, è una società nata agli inizi di Marzo 2010 con l&#8217;intento di acquistare capi d&#8217;abbigliamento direttamente a Londra, per poi rivenderli in Italia, principalmente nei mercati della capitale.<br />
Il successo è stato pressoché immediato tanto da spingerli ad aprire anche un e.shop online, per assecondare le sempre più numerose richieste. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/shop-in-london.jpg" alt="" title="shop in london" width="500" height="390" class="alignnone size-full wp-image-6761" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Punto di forza oltre l&#8217;originalità dei modelli proposti e l&#8217;ampia scelta (ogni mese i capi disponibili vengono aggiornati) è il prezzo contenuto, un dettaglio fondamentale per questo settore di mercato. I capi importanti infatti, mantengono un prezzo davvero competitivo.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/09/shop-in-london-4.jpg" alt="" title="shop in london (4)" width="500" height="390" class="alignnone size-full wp-image-6762" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Non resta che lasciarvi il link al sito <a href="http://www.shopinlondon.it" target="_blank">www.shopinlondon.it</a> augurandovi buono shopping!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Shopping Map la tua guida allo shopping</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 05:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Taccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web + Advertising]]></category>
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		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la diffusione di internet e la sua accessibilità quasi globale, la ricerca è decisamente cambiata. Se prima c&#8217;erano le [<a href="http://www.enquire.it/2010/07/19/shopping-map/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la diffusione di internet e la sua accessibilità quasi globale, la ricerca è decisamente cambiata. Se prima c&#8217;erano le care vecchie enciclopedie (<em>e ci sono ancora</em>) adesso il web offre strumenti ed una vastità di informazioni senza precedenti.<br />
Tutti ormai cercano di ritagliarsi il proprio spazio virtuale, spesso per semplice mania di protagonismo o per sfruttare le enormi potenzialità divulgative e dare maggiore visibilità ad un prodotto o ad un servizio. Internet si trasforma in vetrina, e lo shopping diventa un fenomeno a portata di mouse: bastano una connessione, una carta di credito, un pò di audacia e tanta prudenza ed il gioco è fatto.<br />
Lo shopping si è spostato sugli schermi dei nostri computer, e districarsi in questo mondo virtuale a qualcuno può risultare tutt&#8217;altro che semplice, soprattutto considerata l&#8217;enormità dell&#8217;offerta. Qualche anno fa, si sfogliavano guide tematiche per cercare e scoprire nuovi brand o attività commerciali. Oggi invece nascono servizi online che si ripropongono di fornire ai possibili clienti, ma anche ai professionisti del settore, validi strumenti per potersi oriente, e <strong>Shopping Map</strong> è uno di questi.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/07/shopping-map-site.jpg" alt="" title="shopping map site" width="500" height="229" class="alignnone size-full wp-image-5180" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Nato solo qualche mese fa, Gennaio 2010, è il primo portale italiano che riunisce le recensioni delle migliori boutique d&#8217;abbigliamento e degli outlet, le schede dei brand presenti sul mercato con la loro distribuzione e le biografie dei più noti stilisti. Una piattaforma performante per migliorare la comunicazione B2B e B2C, strumento di comunicazione efficace a disposizione di boutique e brand e di supporto per gli operatori del settore (showroom e agenti) per ottimizzare e pianificare il proprio lavoro.<br />
In soli 6 mesi ShoppingMap.it è riuscito a raggiungere importanti traguardi come ad esempio le oltre 700mila visite o le 3milioni di pagine visualizzate, dimostrazione della semplicità del servizio e della sua indubbia utilità.<br />
Se siete quindi <em>shopping addicted</em> e desiderate un prezioso aiuto non resta che visitare il sito <a href="http://www.shoppingmap.it/" target="_blank">www.shoppingmap.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>The leggings’ fabulous world</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 05:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[cool]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando sono apparsi è stato amore a prima vista, sono diventati di moda in tutto il mondo e sono [<a href="http://www.enquire.it/2010/06/14/the-leggings%e2%80%99-fabulous-world/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando sono apparsi è stato amore a prima vista, sono diventati di moda in tutto il mondo e sono entrati nei nostri armadi di vera prepotenza.<br />
Non esiste donna che non ne abbia almeno un paio, cheap o costosi, colorati o tinta unita, strappati o lucidi, in spandex o in rete; i leggings &#8211; o panta se la si vuol dire all’italiana &#8211; sono un pezzo fondamentale e comodissimo per i nostri outfit quotidiani (e non).<br />
Il successo di questo capo d’abbigliamento ha fatto si, per esempio, che un brand come American Apparel spopolasse in tutta Europa, diventando un vero e proprio fenomeno moda. Ha modificato il nostro modo di vestire, mutando destinazione d’uso e rinnovandosi dai lontani anni ’80 quando erano più che altro un capo d’abbigliamento casual e sportivo.<br />
Le declinazioni di questo semplicissimo paio di pantaloni aderenti sono varie e basta fare un giro su internet per verificarne l’immensa vastità e stranezza.<br />
Ovviamente i gusti sono gusti e quindi via a stampe azzardate optical, floreali, animalier, ad applicazioni stravaganti a volte preziosissime (come quelli proposti da Sass &#038; Bide). Insomma, vere e proprie decorazioni per le gambe aldilà delle semplici calze. Naturalmente ogni brand, sia low cost che couture, propone la sua versione sia per l’estate che per l’inverno. Quest’estate sono sbocciati milioni di fiori piccoli, giganti, a colori pastello o fluo, sono diventati più elaborati e ricercati&#8230; e ci piacciono davvero tanto!<br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/leggings.jpg" alt="love_leggings" title="leggings" width="500" height="133" class="alignnone size-full wp-image-3754" style="padding-top:10px;" /></p>
<p>Innovativi in questo senso, e anche azzardati spesso, sono i leggings proposti dal marchio Black Milk ( <a href="http://shop.blackmilkclothing.com/" target="_blank">www.shop.blackmilkclothing.com</a> ), un piccolo leggings label nato nel 2009. I capi prodotti da questo marchio, divertente e senza pretese, non si limitano solo ai leggings ma si è ampliato negli anni realizzando anche tute, body e giacche. Il nero è il colore predominante in generale. Per quanto riguarda i leggings, c’è una varietà di stampe più briosa che comprende stampa a tema spaziale o sacro in spandex; molti sono decorati con patchwork di tessuti differenti con uso (anche per i body) di pizzo e rete. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/leggings-2.jpg" alt="love_leggings" title="leggings (2)" width="500" height="333" class="alignnone size-full wp-image-3755" style="padding-top:10px;"/><br />
Interessanti anche quelli proposti da Wunderkind, che prendono direttamente spunto dalle tute da sub. Oppure quelli di Sass &#038; Bide, un marchio di abbigliamento australiano, che sono contraddistinti da applicazioni elaborate su una base di rete. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/leggings-3.jpg" alt="love_leggings" title="leggings (3)" width="500" height="390" class="alignnone size-full wp-image-3756" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Il futuro dei leggings procede quindi veloce verso una ricerca di maggiore raffinatezza e sofisticatezza, effettuata anche attingendo da fonti diverse come quella dello sportwear tecnico, delle applicazioni e naturalmente delle stampe grafiche.<br />
Ce n&#8217;è davvero per tutti i gusti e per tutte le occasioni! </p>
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		<title>Jeremy Scott per Adidas: Originals by Originals</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 05:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[adidas]]></category>
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		<description><![CDATA[Continua a vele spiegate la collaborazione tra l’eclettico designer Jeremy Scott e il brand sportwear Adidas per la collezione Adidas [<a href="http://www.enquire.it/2010/06/03/jemery-scott-adidas-originals/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua a vele spiegate la collaborazione tra l’eclettico designer Jeremy Scott e il brand sportwear Adidas per la collezione Adidas Originals by Originals, che ormai dura da due stagioni. Per chiunque non conoscesse Jeremy Scott, si può dire che è l’emblema di uno stile riassumibile in due parole: colorato e stravagante. Le accezioni della parola “stravangante” sono davvero moltissime, ma quella adatta per Scott la si capisce benissimo osservando anche solo due immagini prese dalle sue collezioni. Dal punto di vista istituzionale, Jeremy Scott è un talentuoso fashion designer americano, dal fortissimo immaginario pop, che è famoso per aver vestito tantissime celebrities di Hollywood e della musica americana. E’ conosciuto soprattutto per la sua fortissima propensione al colore (sempre il più acceso possibile) che trasmette nelle sue stampe inondate di ironia e di riferimenti più diversi all’immaginario televisivo, commerciale e artistico. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/Jeremy-Scott-Adidas-Originals-by-Originals.jpg" alt="" title="Jeremy Scott Adidas Originals by Originals" width="500" height="400" class="alignnone size-full wp-image-3536" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Ovviamente, dall’altra parte, c’è il marchio Adidas che conoscerete tutti; quello delle tre strisce, uno dei brand americani di sportwear più conosciuti al mondo e famoso anche per le sue collaborazioni stilistiche con artisti, designers e musicisti famosi come Missy Eliott per la linea da donna Respect, Uffie, Stella McCartney e Yohji Yamamoto.<br />
A questo punto sorge spontaneo chiedersi come due mondi e due immaginari così diversi possano unirsi per formare qualcosa di innovativo, ovviamente nel campo dello sportwear.<br />
Dal 2008 fino alla primavera-estate 2010 Jeremy Scott si è distinto per aver effettuato la collaborazione con Adidas più strabiliante e innovativa. Il motivo di questo successo è che Jeremy Scott ha fuso sapientemente il suo immaginario e il suo background “fashion”, fatto di svariate tipologie di modellature e tessuti, con lo sportwear portando quest’ultimo fino all’estremo di ogni sua possibile declinazione.<br />
Certamente molti avranno pensato che il risultato sia un mix disorganico di elementi che confluisce nel pacchiano e nell’esagerazione, ma credo che sia l’apripista per un ampliamento importante della concezione di “sportwear”.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/adidas-originals-jeremy-scott-collection-2.jpg" alt="adidas-originals-jeremy-scott-collection " title="adidas-originals-jeremy-scott-collection (2)" width="500" height="272" class="alignnone size-full wp-image-3482" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Focalizzando l’attenzione più sulle collezioni realizzate è doveroso ricordare le famosissme sneakers da basket con le ali, le prime sneakers con impronta Jeremy Scott, ossia delle comunissime Adidas Metro Attitude High con una simpatica aluccia che spunta dal lato esterno di ogni scarpa, quelle con la maxi linguetta, e quelle low con la multi-linguetta. Questi sono certamente i pezzi più significativi che hanno caratterizzato e caratterizzano ogni stagione. Dal punto di vista dell’abbigliamento, fanno comparsa stampe coloratissime, tessuti inusuali per lo sportwear, come le frange e le paillettes e soprattutto tipologie di capi totalmente nuove come le giacche con marsine ed alamari e giacche frac fuse con le felpe. Filo conduttore di ogni collezione è sempre un gusto e un riferimento più o meno forte, ma sempre costante, agli anni ’80 sia dal punto di vista di alcune modellature di pantaloni o di felperia, sia dal punto di vista delle stampe e ovviamente per quanto riguarda la scelta delle scarpe da basket alte. </p>
<p>Per la collezione PE 2010 Jeremy Scott ha deciso di fare un omaggio al mitico Topolino attraverso un paio di sneakers realizzato in edizione limitata. La ridente faccia di Mickey Mouse è raffigurata sulla linguetta, naturalmente gigantesca, delle scarpe. Altre sneakers interessanti, create sempre per questa stagione, sono le scarpe da golf che sono state rivisitate in vernice nera ed argentata, davvero curiose.<br />
Il filo conduttore generale per la PE 2010 è la reinterpretazione di alcuni prodotti cult di Adidas in chiave rock. Le sneakers con le ali sono state riproposte con colori nuovi e materiali, come pelle lucida bianca con inserti dorati e pelle sintetica con effetto arcobaleno. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/adidas-originals-jeremy-scott-collection-5.jpg" alt="adidas-originals-jeremy-scott-collection" title="adidas-originals-jeremy-scott-collection (5)" width="500" height="390" class="alignnone size-full wp-image-3484" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Interessante da segnalare è il recente servizio effettuato da Vogue Korea, per il numero di maggio 2010, con protagonisti la cantante Hyori Lee e le creazioni di Jeremy Scott per Adidas. Esempio, quest&#8217;ultimo, di come questa collaborazione risulti utilizzabilissima anche in un contesto molto più fashion, come un servizio fotografico di Vogue, dove ovviamente i pezzi firmati Adidas sono accostati ad altri appartenenti a stilisti che non fanno sportwear. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/06/adidas-originals-jeremy-scott-collection-4.jpg" alt="adidas-originals-jeremy-scott-collection " title="adidas-originals-jeremy-scott-collection (4)" width="500" height="214" class="alignnone size-full wp-image-3481" style="padding-top:10px;"/></p>
<p>Tutti i prodotti che vi abbiamo presentato sono già in vendita nei migliori negozi da febbraio quindi vi consigliamo di affrettarvi, anche se i prezzi non sono ovviamente alla portata di tutte le tasche, vale la pena di tenere nel proprio armadio un possibile pezzo da collezione come questi!</p>
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		<title>SS2010 tees by Terapin</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 05:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Taccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[collezione]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<description><![CDATA[Terapin è un nuovo brand italiano legato alla moda, nato nel maggio del 2009 dalla mente creativa di Tommaso Piccarredda, [<a href="http://www.enquire.it/2010/06/01/new-tees-by-terapin/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terapin</strong> è un nuovo brand italiano legato alla moda, nato nel maggio del 2009 dalla mente creativa di Tommaso Piccarredda, Giacomo Casucci e Andrea Cignarelli con l&#8217;intenzione di realizzare capi originali e creativi, ispirandosi intenzionalmente all&#8217; arte e al passato.<br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/terapin02.jpg" alt="terapin02" title="terapin02" width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3427" style="padding-top:10px;"/><br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/terapin01.jpg" alt="terapin02" title="terapin01" width="500" height="325" class="alignnone size-full wp-image-3428" style="padding-top:10px;" /><br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/terapin04.jpg" alt="terapin02" title="terapin04" width="500" height="325" class="alignnone size-full wp-image-3429" style="padding-top:10px;" /><br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/terapin07.jpg" alt="terapin02" title="terapin07" width="500" height="325" class="alignnone size-full wp-image-3430" style="padding-top:10px;" /><br />
In foto alcune t-shirt della collezione 2010 per l&#8217; estate,  magliette in 100% cotone, mentre per visionare la collezione completa <a href="http://www.terapin.it/" target="_blank">www.terapin.it</a></p>
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		<title>A new collaboration: Pilotto for Kipling</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 05:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Kipling, noto marchio di borse coloratissime casual-sporty riconscibili dallo scimmiotto si è rinnovato proponendo una capsule collection creata in collaborazione [<a href="http://www.enquire.it/2010/05/31/a-new-collaboration-pilotto-for-kipling/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kipling, noto marchio di borse coloratissime casual-sporty riconscibili dallo <em>scimmiotto</em> si è rinnovato proponendo una capsule collection creata in collaborazione con il marchio Peter Pilotto, ovvero Peter Pilotto e Christopher de Vos.<br />
La collezione è stata presentata ad aprile, e solo ora sono disponibili sul web pochissime immagini che mostrano le nuove borse, 11 per la precisione, caratterizzate tutte da una stampa a motivo spaziale e meccanico. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/kipling_pilotto_2.jpg" alt="kipling_pilotto_2" title="kipling_pilotto_2" width="500" height="600" class="alignnone size-full wp-image-3405" style="padding-top:10px;" /></p>
<p>Purtroppo per noi la collezione  sarà disponibile alla vendita non prima di settembre. </p>
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		<title>Haeng e il denim no logo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 05:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Taccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[HaenG è voglia di inventare, di fare, con passione, in un modo nuovo, cercando di proporre qualcosa di diverso. È [<a href="http://www.enquire.it/2010/05/28/haeng-denim-no-logo/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>HaenG</strong> è voglia di inventare, di fare, con passione, in un modo nuovo, cercando di proporre qualcosa di diverso. È un brand <em>no logo</em>, ovvero esternamente sul prodotto non appare nessun nome nè logo, per contrastare la falsa percezione di qualità che molto spesso si nasconde dietro un marchio e permettere che ad essere percepiti e valutati, siano i valori reali quali particolarità e qualità. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/haeng_denim_italia-2.jpg" alt="haeng_denim_italia " title="haeng_denim_italia " width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3224" style="padding-top:10px;" /></p>
<p>La cura, la passione con le quali haenG è disegnato si colgono grazie ai dettagli di costruzione, alle cuciture particolari, ai tessuti utilizzati e al lavaggio. Cuciti in Italia e in Tunisia, vengono successivamente trattati e colorati in Italia. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/haeng_denim_italia.jpg" alt="haeng_denim_italia " title="haeng_denim_italia" width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3225" style="padding-top:10px;" /><br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/haeng_denim_italia-4.jpg" alt="haeng_denim_italia " title="haeng_denim_italia " width="500" height="616" class="alignnone size-full wp-image-3226" style="padding-top:10px;" /></p>
<p>Fare un prodotto no logo proprio perché del logo non si ha bisogno. Haeng significa quindi passione, fare qualcosa fatta bene, coinvolgendo chi nutre le stessa passione, per poter offrire con orgoglio il frutto di un lavoro ben fatto con la soddisfazione di avergli trasmesso un valore.<br />
A volte, per portare avanti dei valori si può partire anche da un paio di jeans <a href="http://haengthetale.blogspot.com/" target="_blank">www.haengthetale.blogspot.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Aliveshoes: arte e moda si incontrano</title>
		<link>http://www.enquire.it/2010/05/24/aliveshoes-arte-e-moda-si-fondono/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 05:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Taccardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[hand made]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Aliveshoes è un progetto innovativo in costante evoluzione che coinvolge arte e moda e come questi due ambiti vengono percepiti [<a href="http://www.enquire.it/2010/05/24/aliveshoes-arte-e-moda-si-fondono/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aliveshoes  è un progetto innovativo in costante evoluzione che coinvolge arte e moda e come questi due ambiti vengono percepiti dal pubblico. Prevede la realizzazione di installazioni artistiche uniche e originali create da alcuni dei più talentuosi artisti internazionali. Ogni installazione è composta solo ed esclusivamente da scarpe – da qui il nome “aliveshoes”.<br />
Ogni paio di scarpe Aliveshoes onora la tradizione del Made in Italy nella manifattura delle calzature prestando particolare attenzione alla qualità dei materiali ed è realizzata rigorosamente a mano utilizzando materiali ecologici e processi sostenibili.</p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/aliveshoes-3.jpg" alt="aliveshoes" title="aliveshoes " width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3150" style="padding-top:10px;" /></p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/aliveshoes-4.jpg" alt="aliveshoes" title="aliveshoes " width="500" height="330" class="alignnone size-full wp-image-3151"  style="padding-top:10px;" /></p>
<p>Le installazioni artistiche saranno tutte temporanee e verranno realizzate sia in contesti urbani che rurali, e comprenderanno anche video artistici. Dopo un breve periodo di vita le installazioni verranno smontate e le scarpe utilizzate per l’opera d’arte, in edizione limitata, verranno messe in vendita.<br />
Parte dei proventi della vendita delle scarpe del progetto aliveshoes verranno devoluti a diverse associazioni benefiche e verranno utilizzate a sostegno della realizzazione di nuove opere d’arte che coinvolgano arte e moda nell’ambito del progetto.<br />
Il pubblico può attribuire il valore o “Alive Value” delle scarpe in vendita aggiungendolo liberamente a un costo base di produzione.<br />
Il cuore del progetto Aliveshoes è il loro sito <a href="http://www.aliveshoes.com" target="_blank">www.aliveshoes.com</a><br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/aliveshoes.jpg" alt="" title="aliveshoes" width="500" height="380" class="alignnone size-full wp-image-3152" style="padding-top:10px;" /></p>
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		<title>A new brand in town: UNIQLO</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 05:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Moda + Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>
		<category><![CDATA[store]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piccola insegna rossa con scritte giapponesi spunta fuori da un palazzo in una delle vie più importanti di Parigi [<a href="http://www.enquire.it/2010/05/20/a-new-brand-in-town-uniqlo/" title="Continua a leggere"><strong>read more</strong></a>]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola insegna rossa con scritte giapponesi spunta fuori da un palazzo in una delle vie più importanti di Parigi (per la precisione a Opera), cos’è? L’ insegna di un negozio UNIQLO.<br />
<img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/uniqlo-paris2.jpg" alt="uniqlo-paris" title="uniqlo-paris" width="500" height="300" class="alignnone size-full wp-image-3115" style="padding-top:10px;" /><br />
(<em>sopra Uniqlo Parigi Opera</em>)<br />
Uniqlo, sembra un marchio di abbigliamento nuovo, ma in realtà è un brand giapponese nato nel 1984. L’espansione in occidente è avvenuta nel ormai lontano 2005 quando ha aperto i primi negozi in Usa per poi arrivare anche in Europa.<br />
La filosofia di questo marchio, dal gusto giapponese e dal low budget, è quella di aiutare le persone a trovare il pezzo di cui hanno bisogno per creare il loro proprio stile e, dato che allo stile personale viene riconosciuta un’importanza fondamentale, il logo nei capi è praticamente invisibile.<br />
Oltre a questo, Uniqlo utilizza gli standard qualitativi giapponesi per realizzare i suoi prodotti occupandosi di tutta la filiera dal design, alla vendita  e all’esposizione all’interno dei loro punti vendita.<br />
Oggi Uniqlo ha 760 negozi sparsi in tutto il mondo e si prefigge ancora di portare una ventata d’innovazione all’interno del casual wear utilizzando una varietà infinita di colori e puntando sulla funzinalità e sulla comodità. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/uniqlo-1.jpg" alt="uniqlo" title="uniqlo-1" width="500" height="220" class="alignnone size-full wp-image-3110" style="padding-top:10px;" /></p>
<p>(<em>sopra campagna pubblicitaria 2008 Chloë Sevigny e interno store Paris-Opera</em>)</p>
<p>Un esempio importante in questo senso è la collaborazione con Jil Sander, nota stilista minimale di origine tedesca: Uniqulo + J.<br />
L’alleanza tra i due brand nella creazione di una collezione <em>basic-contemporary</em>, dura ormai già da due stagioni, e ha aiutato il marchio a farsi conoscere in Europa proponendo un’estensione “luxury” del loro concetto.<br />
La prima collezione, molto più sportswear, è datata 2009 mentre la seconda per la PE 2010 è molto più in linea con il gusto unico di Jil Sander, che è riuscita a trasferire i suoi canoni creativi all’interno della Uniqlo + J.<br />
Per questa collezione sperimentale, lanciata con una campagna realizzata da David Sims, sono previsti tagli sartoriali, un’estrema eleganza e pulizia nelle forme e nello stile declinati nei colori bianco puro, nero e pastelo. Sono inoltre stati scelti materiali innovativi per questo genere di collezione come satin e materiale waterproof.<br />
Ovviamente come per la prima stagione 2009 la caratteristica fondamentale, per noi clienti, è che il costo di questi capi, sebbene siano firmati da un grosso nome della moda, è veramente esiguo. </p>
<p><img src="http://www.enquire.it/wp-content/uploads/2010/05/uniqlo-2.jpg" alt="uniqlo" title="uniqlo-2" width="500" height="140" class="alignnone size-full wp-image-3109" style="padding-top:10px;" /><br />
(<em>sopra Uniqlo + J 2010</em>)</p>
<p>Partendo dal presupposto che Uniqlo, come brand casual, voglia essere raggiungibile e quindi acquistabile da tutti, i suoi prezzi di norma non sono molto alti se confrontati con l’alta qualità del prodotto che offrono. In linea con questo anche la Uniqlo + J ha dei prezzi contenuti cosi da poter accontentare chi cerca qualcosa di più nel solito casual wear.<br />
Ad oggi la collaborazione tra Uniqlo e Jil Sander sembra essere a tempo indeterminato e con il progetto di ampliare la gamma merceologica anche agli accessori. </p>
<p>Dal punto di vista commerciale, Uniqlo è un brand della FAST RETAILING, azienda giapponese che produce anche Comptoir des Cotonniers, Aspesi per il giappone e Theory per U.S.</p>
<p>Sito <a href="http://www.uniqlo.com" target="_blank">www.uniqlo.com </a></p>
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