A chiacchiera con i Landlord

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La ricercatezza musicale, dalle atmosfere oniriche, che contraddistingue la band riminese Landlord è arrivata al grande pubblico grazie a X-Factor, tre anni dopo l’anno la sua nascita.

Dentro e accanto la propria identità musicale, in poco tempo è giunta sui più importanti palchi italiani e europei grazie alle tracce dal sound sperimentale, acclamate dal pubblico e dagli addetti ai lavori.

Enquire li incontra a seguito dell’uscita del loro secondo capitolo discografico, dalla musicalità fredda e incalzante, per intraprendere con loro una piacevole chiacchierata unita ad alcuni scatti fotografici.

Francesca, Gianluca, Luca e Lorenzo come hanno accolto i vostri estimatori l’uscita delle sei nuove tracce di Beside, per l’etichetta indie INRI?

Percepiamo un atteggiamento di assoluta positività. Un determinato tipo di pubblico, in continua crescita, si è affezionato alla nostra musica riconoscendosi nell’ immaginario che raccontiamo. Questo significa che stiamo andando nella giusta direzione

Tutto è diverso anche se nulla è cambiato: come si sentono i Landlord a pochi mesi dal nuovo debutto discografico?

È molto difficile spiegare le nostre sensazioni. Di sicuro abbiamo voglia di suonare dal vivo perché, oltre ad essere uno stimolo, è ciò che viene richiesto dai nostri estimatori. C’è tanta voglia di continuare, nonostante le incertezze. E’una sfida che ci siamo posti e non vediamo l’ora di raggiungere i nostri obiettivi.

La fusione nel segno della sperimentazione è ciò che identifica il vostro lavoro ricco di componenti elettroniche amalgamate a quelle sinfoniche e ambient. Come vi muovete nella ricerca di sound innovativi e nella produzione di testi che rappresentino la vostra forte carica emotiva?

La nostra produzione prende vita in due momenti separati che poi cerchiamo di far fondere. Prima c’è la ricerca e la sperimentazione sonora poi l’elaborazione dei testi. “Tutto è cambiato anche se nulla è diverso” pure da questo punto di vista. Adesso stiamo attuando il procedimento opposto: partiamo da un testo e cerchiamo di rappresentarlo con le note adatte.

Sofisticate melodie dai tratti nordeuropei e la scelta di elaborare testi in lingua inglese. Perché, nonostante l’imprinting musicale italiano, siete giunti a tale decisione?

Nell’ideazione dei testi pensiamo comunque in italiano per poi rielaborare il tutto in inglese. Sin dall’inizio abbiamo capito che fosse la lingua adatta a rappresentare la nostra musica sia come sonorità che come metrica.

Aside e Beside. Il prossimo capitolo della vostra discografia, che ipoteticamente chiameremo Inside, quali caratteristiche potrebbe avere?

In realtà ce l’hai suggerito (ridono, ndr). Vi sveliamo che è previsto un ulteriore gioco di parole per il terzo capitolo che chiude il lavoro già noto al pubblico. In seguito vi sarà un progetto dai tratti più minimali e essenziali, focalizzato particolarmente sulla musica elettronica.

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Ph. Matteo Di Pippo
Fashion editor Alessia Caliendo

Mua Stefania Gazzi
Hair Nickolas Piazza & Francesco Antognetti @ Toni & Guy

Fashion assistant Alessandro Milzoni
Mua assistant Miska Klobusiakova @ Pop Make Up Academy

Si ringrazia Giovanna Nicolai showroom

Francesca indossa
Maxi cardigan con trecce Winonah
Camicia in seta con stampa multicolor Annie P
Turbante Josephine Flapper
Blazer ecopelle Tuwè
T-shirt con logo Levi’s
Orecchini stelle in argento satinato Diva Gioielli

Gianluca indossa
Maglione lavorato Carhartt
Cappello in lana Var/city
Camicia a quadri Xacus Cappello in feltro Levi’s

Luca indossa
Maglione in lana Carhartt
Occhiali Clubmaster RayBan
Camicia scacchi Tommy Hilfigher

Lorenzo indossa
Pull in lana MCS T-shirt con logo Var/city
Camicia a quadretti Carhartt
T-shirt in cotone con stampa frontale MCS
Pantaloni classici Timberland