Anosmia: Tamara Repetto

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Mi piacerebbe ci fosse più arte nelle persone. È una frase con la quale vorremmo convivere più spesso in questo mondo freddo e caotico, e proprio attraverso queste parole l’artista italiana Tamara Repetto con le sue ultime opere, riassume il linguaggio artistico in un vero e proprio viaggio multi sensoriale. Coinvolgere con installazioni site specific per intervenire sullo spettatore sia in maniera sociale che psichica, una combinazione di suoni, movimenti e odori che richiamano all’attenzione effetti sinestetici finalizzati a deliziare i nostri sensi.
Protagonista di molte mostre si in Italia che all’estero, in questi giorni possiamo ammirare la sua ultima installazione ANOSMIA alla Barbarian Art Gallery di Zurigo.

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Una domanda di rito per tutti gli artisti, che cosa ti ha spinto a immergere la tua vita nell’arte? Quando e dove è iniziato il tuo percorso artistico?
Non c’è stato un quando e un dove. La creatività é sempre stata per me un modo naturale di comunicare con il mondo, avevo quattro anni e mia mamma racconta che riempivo le stanze di mucchietti di pezzetti di carta colorata. Forse la mia prima installazione?

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Anosmia è la tua ultima opera, un installazione multi-sensoriale sonoro-olfattiva, recentemente esposta al MACRO in quanto finalista del Talent Prize, consiste in tubi di plexiglass unite a bacchette di vetro in movimento che si traducono in sensazioni d’impulsi, coinvolgendo in maniera incessante i sensi dello spettatore.  Che cosa vuoi comunicare? Parlaci di questo progetto.
Anosmia nasce dall’esigenza di creare nuove attenzioni e consapevolezze, di risvegliare sentimenti di esperienza vissuta attraverso un percorso sensoriale visivo-acustico-olfattivo ottenuto attingendo alla tecnologia, alla ricerca, che unita al gesto artistico da vita a nuovi “alfabeti” espressivi e mi permette una prassi idonea per venire a un dialogo con la natura, protagonista dei miei ultimi lavori.

A che tipo di pubblico ti rivolgi?
Non penso mai al pubblico perché implica un dialogo continuo con lo spettatore, mentre io credo che il modo migliore per comunicare non sia tenere presente il pubblico ma lavorare per sé stessi, trovare dentro di sé una coerenza e poi offrirla agli altri, più l’artista è personale e più questo è gli permette di comunicare con gli altri.

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La maggior parte delle tue opere rimandano ad intime ambientazioni mentali attraverso suoni e odori, per esempio legati alla natura. Qual’è il tuo obiettivo?
Vorrei riuscire a “fermare” le persone, a farle scendere dalla “giostra” e metterle in ascolto, in condizioni di recezione ed attenzione.

In che modo lo spazio influenza la disposizione delle tue opere?
Lo spazio è la casa dell’opera, quindi si crea un dialogare molto forte tra le parti, l’opera deve essere pensata considerando le caratteristiche del luogo di accoglienza, per avere una coerenza ed un’appartenenza, questo accade per le installazioni site specific.

Negli ultimi tempi, c’è più arte nelle gallerie o sui giornali?
Mi piacerebbe ci fosse più arte nelle persone.

Come vedi piazzate le tue opere nel panorama italiano dell’arte?
Non piazzate. In corsa.

Tre opere d’arte che ti hanno accompagnata nella tua vita
Non mi hanno accompagnato opere in particolare ma un’attenta osservazione della vita.

C’è un oggetto da cui non ti separeresti mai?
Non ho dipendenza da oggetti.

Noi ringraziamo Tamara e invitiamo tutti i lettori di Enquire a fare un salto alla Barbarian Art Gallery di Zurigo dove proprio oggi si terrà il vernissage d’inaugurazione della mostra: TAMARA REPETTO: ANOSMIA, visitabile fino al 23 Febbraio dove potete inoltre ammirare una serie di disegni dell’artista.
Maggiori informazioni www.tamararepetto.com