Illustrazione: Ester Grossi

Ester Grossi

Ester Grossi nasce ad Avezzano tren’anni fa.
Nel 2000 si diploma in Moda, Design e Arredamento e nel 2008 si laurea in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il Dams di Bologna.
Si dedica da anni alla pittura ed è stata promossa, in qualità di pittrice, in Italia e all’estero dal MUSAE (Museo urbano sperimentale d’arte emergente) e ARTEINGENUA. Nel 2010 vince il Premio Italian Factory.
Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema (Imaginaria Film Festival) e cover per album di band musicali (A Classic Education).

Il pittore lo immaginiamo con tavolozza e colori, lo scultore con martello e scalpello. I tuoi abituali strumenti di lavoro invece quali sono?
Premetto che lavoro molto di più come pittrice che come illustratrice vera e propria ma non uso la tavolozza  e neanche il cavalletto. I miei abituali strumenti sono i pennelli e tantissimi barattoli di colore che preparo io.

La tecnica o più in generale lo stile con cui ti trovi più a tuo agio?
Senza alcun dubbio i colori acrilici. Continuo a sperimentare altre tecniche ma il colore acrilico ha quell’aspetto “plastic oso” che mi piace molto. Poi  sono dei colori la cui profondità  “si manifesta” con la luce.

Il tuo cliente medio, o il tuo target di riferimento, chi sono o chi vorresti che fossero?
Quando lavoro con la pittura chiaramente non ho un target di riferimento, faccio solo quello che mi passa per la testa. Quando si lavora con l’illustrazione è diverso; inevitabilmente si deve tener conto del contesto nel quale quell’immagine verrà inserita (se si tratta di un manifesto cinematografico o di una copertina di un disco).  Mi piace portare aventi i due discorsi parallelamente. Vedo l’illustrazione commissionata come una sfida e un divertimento.

Le tue creazioni: come nascono, dove o come trovi  l’ispirazione, è difficile reinventarsi continuamente?
Le immagine che realizzo chiaramente nascono da un desiderio di comunicazione. Solitamente vengono da film che vedo, da ciò che leggo, ascolto o da tematiche o contesti scoperti  grazie ad amici. Non credo sia difficile reinventarsi se si è mentalmente e fisicamente dinamici.  Ne parlavo poco tempo fa con un mio amico. Non ho mai capito come “funziona” l’ispirazione. Ci sono persone che per creare hanno bisogno in continuazione di nuovi spunti, di viaggiare tanto e altri che riescono a creare un loro mondo eccezionale vivendo una comune routine. Penso a Giorgio Morandi;  mi ha impressionato molto il racconto della sua vita semplice (che io in realtà ho percepito come noiosa) che mi è stato fatto quando ho visitato il suo museo.

Una delusione e una soddisfazione
L’Italia è spesso una delusione. Una soddisfazione è la collaborazione con gli A Classic Education.

La tua giornata tipo?
Non ho una vera e propria giornata tipo; visto che ho la possibilità di potermi gestire il tempo come voglio cerco di non avere una routine settimanale  (mi farebbe impazzire!). Una cosa è sicura, non riesco a lavorare la mattina; riesco ad essere creativa dall’ora di pranzo in poi, prima è un dramma.
Se le persone si dividono in gufi e allodole io sono senza alcun dubbio un gufo.

Illustrazione, grafica e fumetto settori molto attivi e prolifici in Italia, tuttavia fanno fatica nell’averne riconosciuto il valore. Perchè secondo te?
Credo e spero che la situazione stia cambiando.  La gerarchia tra le arti mi sembra veramente poco contemporanea, ma purtroppo ci sono ancora persone che adorano le etichette. Ho letto diverse critiche alla giovane arte italiana, nelle quali è considerata non al passo con l’internazionale. A volte, ho l’impressione che sia proprio la critica a non esserlo e ad avere un punto di visto “vecchio” sulle cose.  Pensiamo al cinema italiano, a quello di Fulci o Bava,  osannato all’estero e considerato per anni, di serie B, in Italia.

Un illustratore/grafico italiano che stimi particolarmente?
Fausto Gilberti.
Un libro, un film e una canzone.
Un libro: Indignazione, di Philip Roth.
Un film: Folder, di Cosimo Terlizzi.
Una canzone: Can’t you see, di Women.

Un sogno nel cassetto invece?
Produrre un album (non mio, visto che non so suonare).

Il suo portfolio online www.behance.net/estergrossi