Juun J, un Koreano a Parigi

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Quando si parla di design e moda orientali, ormai, l’immaginazione si sposta, a seconda dei casi, fra alcuni stereotipi che la stampa ha largamente contribuito a creare.
Il minimal e la sobrietà del black ‘N’ white da una parte, e l’eccesso di accostamenti e volumi a volte deliranti dall’altra; la decostruzione dei capi che vogliono un corpo libero di muoversi (secondo la più antica tradizione del kimono), e la sapienza dei tagli e della modellistica più complessa (certe strutture davvero non si sa come starebbero in piedi altrimenti).
Ogni tanto, però, arriva chi, in punta di piedi e con poche collezioni, gli stereotipi li fa dimenticare e, pur rimanendo coerente con l’essenza ed il gusto della propria cultura, riesce a reinventarsi e a proporre capi belli e di grande impatto, senza dimenticare che, prima di tutto, vanno indossati e vissuti.

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JUUN J, stilista coreano con base a Seoul e Parigi, dove fa sfilare le sue creazioni – ahimè solo da uomo, ha saputo fondere l’appeal del classico sartoriale al carisma e alla sfacciataggine dello streetwear più colto.
Cosa si può desiderare di più che giacche perfettamente “tailored made” ma costruite inside-out, trench e mantelle che sembrano dei paracadute, camicie in materiali tecnici (ma con 2 maniche, un colletto e proporzioni umane).

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E poi sovrapposizioni, trasparenze, giochi di tessuti e di accessori- perchè, parliamone, le borse non sono più prerogativa femminile, e Juun ha pensato bene di “gonfiare un pò” le tasche di capispalla e pantaloni, trasformandole in marsupi/bisacce/portatuttociòchepuòservire. Insomma, occhio al dettaglio, di scontato non c’è proprio nulla- e in fondo il menswear è proprio questo, la “religione” del particolare.

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Giuliano Fujiwara + Kim Jones, per intenderci. Serve aggiungere altro?
www.juunj.com